Dal Vaticano lettera ai vescovi: "L'ostia senza glutine non è valida"

Congregazione culto divino: lettera ai vescovi, vigilare su idoneità pane e vino per l'Eucaristia

La precisazione arriva dall'Aic, Associazione italiana celiachia, dopo "l'inutile allarmismo" generato a seguito della 'Lettera circolare ai vescovi sul pane e il vino per l'Eucaristia', diffusa dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti.

Capite da voi che basta leggere un po' di Bibbia per capire di essere stati fortunati ad avere solo problemi col glutine, almeno non è un'invasione di locuste o una pioggia di sangue con la Bestia a sette teste e il 666.

Per questo viene imposto ai vescovi di vigilare sulla qualità del pane e vino utilizzati nella Celebrazione.

Poiché Cristo disse ai discepoli "prendete e mangiatene tutti, questo è il corpo" spezzando del pane comune che si consumava duemila anni fa in Palestina, il pane utilizzato nella messa "deve essere azzimo, esclusivamente di frumento e preparato di recente, in modo che non ci sia alcun rischio di decomposizione". Quindi la qualità sfugge alla Chiesa.

Mentre altre volte, come successo in Olanda, si è sostituito il vino con una più rinfrescante birra, bevanda nazionale da quelle parti.

La materia eucaristica andrá accompagnata da appositi certificati.

Il Vescovo "è tenuto a ricordare ai sacerdoti la loro responsabilità nel verificare chi provvede il pane e il vino per la celebrazione e l'idoneità della materia".

Niente birra, frutta, miele o altro. Nella missiva, in particolare, è scritto che "le ostie completamente prive di glutine sono materia invalida per l'Eucaristia".

Ostie gluten-free: in Italia sono previste ostie consacrate praticamente "senza glutine", ossia con una quantità minima non nociva per chi è intollerante, ma lo stesso non avviene in molti altri paesi del mondo. "Sono materia valida le ostie parzialmente prive di glutine e tali che sia in esse presente una quantità di glutine sufficiente per ottenere la panificazione senza aggiunta di sostanze estranee e senza ricorrere a procedimenti tali da snaturare il pane".

"Abbiamo indirizzato una lettera al Santo Padre a nome degli oltre 12 milioni di fedeli cattolici nel mondo, la cui terapia prevede la rigorosa esclusione del glutine dalla dieta per tutta la vita - riprende Di Fabio - Attraverso la nostra istanza chiediamo che in ogni luogo della Terra sia possibile, per il fedele celiaco, accostarsi in sicurezza al Sacramento Eucaristico". Se nell'esito potremmo parlare di scelte un po' creative e strane, forse alla radice c'è da ritrovare una teologia che sappia rispondere a questa idea che Gesù ha scelto pane e vino soltanto come elemento culturale e non come elemento invece forte, determinante, proprio del Sacramento che ci ha consegnato. Ed anche "il mosto, cioe' il succo d'uva, sia fresco sia conservato sospendendone la fermentazione tramite procedure che non ne alterino la natura (ad esempio il congelamento), e' materia valida per l'Eucaristia".

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