Ius soli: Berlusconi, è legge sbagliata

Angri. Petizione contro lo Ius Soli

Silvio Berlusconi torna in campo e si schiera sull'acceso dibattito dello Ius Soli, concessione della cittadinanza per gli stranieri che nascono in Italia da almeno un genitore con permesso di soggiorno.

"Un governo nel caos, inadeguato, succube e passivo nei confronti degli stati europei, un ex premier preso da manie di grandezze e di schizofrenie, che passa nel giro di poche ore dallo Ius soli al ripudio dei migranti". Aiutiamoli a casa loro vuol dire non fare come la Lega che in Africa ci portava i diamanti... "E questo non deve accadere". "Non possiamo certo respingere chi rischia di annegare in mare" ha detto il leader di Forza Italia ai giornalisti. Nella petizione sulla "emergenza immigrazione e criteri di valutazione delle richieste di asilo politico", indirizzata ai Presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera in cui si chiede "la cancellazione degli hotspot di Corigliano, Crotone e Reggio Calabria" e che "non vengano allestite tendopoli per l'accoglienza dei migranti, volute dal Ministro Marco Minniti". In un Paese quasi al collasso per i continui sbarchi di migranti, più di 85mila nel solo 2017, ritenere che questa legge sia un tema prioritario è pura e semplice follia. "Noi vogliamo che possa diventare italiano chi si sente davvero italiano, non chi ha superato qualche passaggio burocratico". Ma con i nostri alleati abbiamo un rapporto ventennale, con loro governiamo grandi regioni e importanti città.

Stefano Casali, capogruppo in Consiglio regionale di Centro Destra Veneto, segretario regionale di Idea e uno dei coordinatori della lista civica Battiti per Verona Domani, analizza e commenta i dati pubblicati oggi sui quotidiani nazionali relativi al sondaggio Demos-Coop sull'opinione dei cittadini italiani sulla legge dello Ius Soli (solamente il 27% degli intervistati si è detto parzialmente favorevole). "Se la manovra di Bilancio - spiega - rispecchiasse la nostra politica economica e contenesse un forte taglio alle tasse e alla spesa pubblica e misure concrete contro la povertà, allora la potremmo votare". Del resto, sottolinea, "in 23 anni non abbiamo mai votato contro un provvedimento che fosse nell'interesse degli italiani, chiunque lo proponesse".

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