Tap, nella notte paesi isolati dalle forze dell'ordine: tensioni con la popolazione

Gasdotto disordini a Lecce per spostamento ultimi ulivi

I disordini si sono verificati per lo spostamento degli ultimi 43 ulivi dal cantiere alla masseria del Capitano. Nonostante le rassicurazioni dei mesi scorsi sulla sospensione delle attività nel periodo estivo e i conseguenti accordi raggiunti in Prefettura, la società che vuole realizzare il contestato gasdotto torna ad operare nella marina di Melendugno, con l'aiuto delle forze dell'ordine e completare il trasferimento degli ulivi nell'area di stoccaggio. Militarizzata la zona del presidio No Tap, costituito dal 17 marzo davanti al cantiere del gasdotto e bloccati facilmente i pochi attivisti che erano rimasti nella zona. Il secondo blocco è avvenuto all'ingresso di Melendugno, dove due camion che lavorano per Tap sono stati danneggiati da alcuni manifestanti più estremisti, che hanno tagliato le ruote e distrutto alcuni fanali.

Il cantiere, invece, è stato isolato e reso inaccessibile così come è stato chiuso ogni accesso a Melendugno da San Foca, Merine, Calimera e Martano in una vera e propria militarizzazione dell'area, senza precedenti con camionette blindate.

"In piena stagione turistica - ha scritto stanotte il sindaco di Melendugno Marco Potì, da sempre contrario all'opera insieme agli altri enti locali, Comuni del Salento e Regione Puglia - la Tap decide di violare quanto riportato nell'autorizzazione unica in suo possesso". I cittadini manifestano il loro totale dissenso! Sono sconcertato dallo spiegamento di forze dell'ordine Italiane per spostare 43 alberi, già sacrificati tanto tempo fa, senza motivo, senza autorizzazioni successive, senza nessun buon senso!

Per tutta notte si sono susseguiti i blocchi dei No Tap: prima in zona San Foca di Melendugno, con barricate e attiviste e attivisti sdraiati a terra, spostati di peso dagli agenti in antisommossa.

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