Senatore PD provoca: 'Renzi è come la Juventus'

Giungerà presto, relativamente presto, a conclusione. "Il principio un euro in cultura un euro in sicurezza lo sta riprendendo Macron", sottolinea. Poi, rottamato Renzi, a sinistra potranno perdere le elezioni e anche altro decisamente più...sereni. Nel day after di elezioni comunali decisamente amare, il segretario dem preferisce guardare avanti e fissare alcuni punti.

"Nessuno potrà farmi tacere, impedire che io esprima liberamente le mie opinioni politiche - ha dichiarato il governatore - Se il Pd in Toscana vuole farmi tacere con minacce indirette, sappia che accetto la sfida a viso aperto". Alleanza che l'elettorato premiò. Un leader dovrebbe capirlo... "In bocca al lupo a chi verrà dopo di noi". Sarà un appuntamento "molto diverso dal solito e sarà anche l'occasione per iniziare finalmente a mettere in rete il patrimonio più grande che abbiamo: la capillare presenza organizzativa del nostro partito".

Ma non parla di questo. Un leader l'avrebbe capito... Gli italiani se ne sono accorti da tempo, i fiorentini ancora prima quando lo avevano come Sindaco, possiamo essere felici che ora se n'è accorto pure lui. Il Professore scrive una nota per bombardare Renzi: "Leggo che il segretario del Partito democratico mi invita a spostare un po' più lontano la tenda". Lungo la giornata, trascorsa a Firenze prima di decidere di rientrare a Roma nel tardo pomeriggio, alla sede nazionale di Largo del Nazareno, ha riguardato i dati, i risultati da Nord a Sud del Paese. Ma non a Matteo Renzi, che sembra essere allergico rispetto alla possibilità di ammettere che le elezioni non sono per nulla andate bene. Il PD ha perso zone storiche come L'Aquila, Sesto San Giovanni, La Spezia, Genova: finite nelle mani del centrodestra. Una cosa anche solo impensabile dopo quella cerimonia della campanella di tre anni fa, con gli sguardi sbiechi e l'imbarazzo generale. "A colpire non è solo la reazione di Renzi, che è una roba che non sta in cielo né in terra, ma il fatto che chi gli sta attorno non sia in grado di farlo ragionare", sussurra l'ex tesoriere Ugo Sposetti (continua a leggere l'articolo di Gianluca Roselli). Da D'Alema a Franceschini a Delrio, le reazioni non si sono fatte attendere. Una cosa che ha per l'elettorato il sapore inconfondibile del governo, quello che l'elettorato rifiuta.

Poi, non si deve dimenticare, Enrico Letta il "serenato" che da allora non ha in mente che una cosa: la vendetta.

Renzi è accerchiato come il generale George Armstrong Custer nella battaglia di Little Bighorn che per una strana coincidenza avvenne proprio il 25 giugno 1876 e il 25 giugno è stata la domenica elettorale della resa dei conti per l'ex premier. Fattori che rendono il calcolo di Renzi al limite dell'azzardo.

Nel frattempo si è votato.

Un'analisi del voto ai ballottaggi netta quella di Matteo Renzi, che nel corso della "Ore 9", la rassegna stampa del segretario PD in diretta su Facebook, non risparmia critiche all'atteggiamento interno al centrosinistra, le cui polemiche favorirebbero gli avversari.

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