Relazione Dna: 'ndrangheta presente in settori nevralgici, intranea istituzioni

'Ndrangheta, rapporto Dna: “E' in tutti i settori nevralgici della politica”

Alcune indagini "hanno rivelato un rapporto tra la 'ndrangheta, esponenti di rilievo delle Istituzioni e professionisti - legati anche ad organizzazioni massoniche ed ai Servizi segreti - di piena intraneità, al punto da giocare un ruolo di assoluto primo piano nelle scelte strategiche dell'associazione, facendo parte di una 'struttura riservata' di comando". Lo ha detto la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, chiudendo i lavori per la presentazione della Relazione della Dna. La 'ndrangheta è "presente in tutti i settori nevralgici della politica, dell'amministrazione pubblica e dell'economia, creando le condizioni per un arricchimento, non più solo attraverso le tradizionali attività illecite del traffico internazionale di stupefacenti e delle estorsioni, ma anche intercettando, attraverso prestanome o imprenditori di riferimento, importanti flussi economici pubblici ad ogni livello, comunale, regionale, statale ed europeo". "Sono stati, invero, il Romeo ed il De Stefano a pianificare, fin nei minimi dettagli, l'ascesa politica di Alberto Sarra, consigliere regionale nel 2002 - subentrando a Giuseppe Scopelliti, fatto eleggere Sindaco di Reggio Calabria". Non a caso, per il secondo anno consecutivo, la Direzione nazionale antimafia chiede che venga modifcato l'articolo 416 bis del codice penale che disciplina il reato di associazione mafiosa, affinché venga riconosciuta anche se "le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo (.) sono acquisite, anche non esclusivamente, con il ricorso alla corruzione o alla collusione con pubblici ufficiali o esercenti un pubblico servizio, ovvero ancora, con analoghe condotte tese al condizionamento delle loro nomine". Soprattutto nel Centro America continuano infatti ad essere sempre più solidi i rapporti con le organizzazioni criminali locali, soprattutto nella gestione del traffico internazionale di droga, principalmente cocaina: un affare criminale in cui la 'ndrangheta mantiene sempre una posizione di assoluta supremazia in tutta Europa.

Romeo in diverse indagini viene indicato come appartenente al mondo massonico e, al contempo, ritenuto anche un uomo di vertice dell'associazione criminale - di cui sarebbe un "portatore di interessi" - nel mondo imprenditoriale e in quello politico, ruolo svolto con accanto dei personaggi che sono sostanzialmente gli stessi, quantomeno dal 2002, dunque da circa 15 anni, "senza dimenticare i suoi antichi e dunque ben solidi rapporti con la destra estrema ed eversiva, nel cui contesto - viene sottolineato nella relazione - verso la fine degli anni '70, ebbe modo di occuparsi della latitanza di Franco Freda, imputato a Catanzaro nel processo per la 'strage di Piazza Fontana', organizzandone anche - unitamente ad affiliati di peso della 'ndrangheta, tra i quali Filippo Barreca - la fuga all'estero dopo avergli procurato una falsa identità".

C'è inoltre il rischio che le mafie diventino "autorità pubblica" in grado di governare processi e sorti dell'economia grazie all'uso stabile del metodo corruttivo-collusivo, che determina di fatto l'acquisizione dei poteri dell'autorità pubblica. La fibrillazione criminale "si registra sia nelle periferie urbane che nel cuore cittadino, nell'area settentrionale e orientale di Napoli, nel quartiere Sanità e dei Quartieri Spagnoli e Forcella" per una "spasmodica ricerca dei gruppi criminali di estendere lo spazio d'azione criminale". Lo afferma la Dna nella relazione annuale 2016, nella quale si legge che la criminalità cinese è il macrofenomeno più pervasivo.

I fatti, quindi, dicono che nonostante la retorica e i buoni propositi le mafie continuano vivaci a prosperare e, di conseguenza, che le misure della Stato siano inefficaci.

Correlati:

Commenti


Altre notizie