Veneto Banca e Pop. Vicenza valgono un euro

Banche Venete, ok Ue al decreto del governo

Lo scrive Il Sole 24 Ore. Alla domanda se c'è stata una convocazione da parte del ministero dell'Economia alle banche, Vita ha replicato che "ci sono colloqui costanti e continui". Da un lato verrà costituita una 'good bank' "che verrà ceduta al prezzo simbolico, ma in presenza - assicura un'altra fonte - di un piano solido che assicuri stabilità per il futuro"; dall'altro "si sta studiando la soluzione per consentire al Tesoro di garantire i 5-6 miliardi di euro necessari a gestire gli asset che non verranno conferiti nella nuova banca, a partire dagli Npl".

Il Tesoro vuole fare in fretta, le banche invitate al tavolo vogliono chiarezza. È vero però che nei piani del governo c'è l'intenzione - come fatto per il Monte dei Paschi - di risarcire tutti gli obbligazionisti "retail", ovvero i privati cittadini che hanno acquistato i titoli allo sportello nella convinzione di avere fra le mani prodotti sicuri.

La soluzione che si sta delineando è quella è che ha portato al salvataggio di Etruria, Chieri, Marche e Ferrara. E al lavoro c'è anche il vertice di Iccrea. Sul piano ufficiale la trattativa è ancora aperta, e ancora ieri Margaritis Schinas, portavoce del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, ha detto che "Commissione, Bce e autorità italiane lavorano fianco a fianco per raggiungere una soluzione sostenibile con le regole Ue".

L'Europa promuove il decreto con cui il governo, attraverso una norma applicabile alle banche che chiedono aiuti di Stato, ha congelato per sei mesi il rimborso del bond subordinato di Veneto Banca. Venendo meno l'apporto dato dal fondo Atlante, che già a fine maggio aveva negato la sua partecipazione all'azione di salvataggio dei due istituti del nord est, adesso la paura è che, in caso di problemi dall'Unione sull'intervento da parte governativa, arrivi l'obbligo di un burder sharing, cioè la condivisione dei costi per la ricapitalizzazione precauzionale divisa tra azionisti e creditori non privilegiati.

D'altronde la richiesta arrivata nelle settimane scorse da Francoforte e Bruxelles di un intervento privato da 1,25 miliardi per accompagnare l'aiuto pubblico sembra un ostacolo troppo grosso per il salvataggio delle due banche.

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