Torino: detenuta lascia figlia in carcere e scappa, ricercata

Il carcere di Torino in una

"La donna è di etnia rom e si sta provvedendo a ricercarla ovunque, specie nei campi nomadi della città -, aggiunge il Segretario regionale Sappe del Piemonte Vicente Santilli, che denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri".

Una rom di 22 anni è fuggita dal carcere di Torino dove si trovava per omicidio stradale, ed ha lasciato nella struttura la figlioletta partorita da pochi mesi. "Ha scavalcato la recinzione dell'I.c.a.m. e si è resa protagonista di un evento irresponsabile e gravissimo, per il quale sono già in corso le operazioni di polizia dei nostri Agenti della Penitenziaria finalizzate alla sua cattura". A darne notizia l'Osapp.

La donna aveva, oltre alla figlia che ha abbandonato in carcere mentre stava dormendo, ha un altro figlio di quattro anni che vive col padre al campo Rom di strada dell'Aeroporto: era incensurata.

E' questo quanto reso noto dall'Osapp, ovvero un 'organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, secondo cui la giovane avrebbe aperto un cancello nel cortile, dove si trova un'area giochi per i bambini e l'ha superato mettendosi a correre. L'incidente mortale per cui la 22enne era finita in carcere è avvenuto lo scorso 12 maggio in strada dell'Aeroporto, nei pressi del campo nomadi in cui la donna viveva. La giovane era alla guida di un camper quando, all'improvviso, ha compiuto una inversione finendo contro lo scooter guidato dalla vittima. "Le leggi volute a favore di certi soggetti sono ben lontane dalla personalità degli stessi - dice il segretario generale, Leo Beneduci -". La donna, infatti, detenuta nella sezione Icam (struttura situata al piano terreno della palazzina dove sono ristretti i detenuti in semilibertà), è scappata poco dopo le 15,30 di oggi, eludendo la sorveglianza.

La notizia dell'evasione della rom ha esasperato gli animi di chi, proprio lunedì, era sceso in piazza per protestare contro i campi nomadi a Torino, chiedendone lo sgombero alla sindaca Chiara Appendino. "Uno schifo, una vergogna", le urla dei manifestanti. E questa gente che manifesta contro di noi - ha proseguito riferendosi a un gruppo di ragazzi dei centri sociali - non capisce che non siamo razzisti; mio marito faceva il volontario in un Caf, questa gente la aiutava ma cosa ci fa oggi? I parenti della vittima sono decisamente infuriati. "E non lo dimenticherò mai...".

Al corteo, che dal Comune si sposterà in piazza Castello, sotto il palazzo della Prefettura, hanno aderito i militanti di Forza Nuova e Casa Pound.

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