Omicidio Varani, Marco Prato suicida in carcere

Marco Prato

Il pm di turno ha autorizzato la rimozione della salma su cui verrà effettuata l'autopsia. Ma ha preferito morire, portando con sé i suoi tormenti ed i suoi segreti. Il suo compagno di cella non si è accorto di nulla.

Un dolore che si rinnova per la famiglia di Luca Varani: i genitori del ragazzo torturato e ucciso al Collatino hanno pianto dopo aver appreso la notizia del suicidio di Marco Prato. Sarebbe stato ritrovato un messaggio dello stesso Prato, nel quale avrebbe scritto di aver deciso di suicidarsi per le menzogne dette su di lui e per l'attenzione mediatica, divenuta ormai insostenibile. Quest'ultimo, invece, aveva scelto il rito ordinario per farsi processare. Udienza rimandata a causa di uno sciopero nazionale dei magistrati e che ha portato evidentemente il detenuto a maturare il suo piano suicida.

"In carcere Prato aveva scoperto di essere sieropositivo". I due si erano accusati reciprocamente sulle responsabilità dell'omicidio. "Intanto viene rintracciato anche Marco Prato, accusato del delitto insieme a Manuel Foffo - condannato con l'abbreviato a trenta anni di carcere -, che intanto si era rifugiato in un hotel tentando il suicidio". L'uomo si è tolto la vita legandosi un sacchetto al collo e inalando del gas da una bomboletta. "Il loro pensiero va al vissuto del figlio negli ultimi istanti, lasciato a terra con un coltello infisso nel petto mentre gli assassini, stanchi, dormivano", aggiunge l'avvocato.

"Dopo avere saputo del suicidio, la madre di Luca Varani ha pianto" - A intervenire sulla morte di Prato è Marta Gaia Sebastiani, la ragazza di Varani.

Scioccata per la morte di Marco Prato, è la fidanzata di Luca Varani. L'allarme scatta quando Manuel Foffo, proprietario di casa racconta tutto l'accaduto al padre che subito chiama il 112. "Alle 5,30/6 del 5 marzo - racconta ai carabinieri C. Z., portiere dell'albergo, il 29 marzo - Marco Prato scendeva alla reception e mi chiedeva una penna e allora gli ho dato una bic". Quindi sembra assodato che la scelta della vittima sia stata di Prato se non altro perché era lui che conosceva Varani e sapeva di poterlo contattare avendo avuto già in passato contatti con lui. Il processo era iniziato ad aprile scorso.

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