Nuova denuncia per Mamma Ebe a Forlì

Nuova denuncia per

Quando la donna aveva detto che voleva interrompere la cura, era stata minacciata che avrebbe perso il posto di lavoro. Al termine delle attività d'indagine, "Mamma Ebe" è stata denunciata per il reato di esercizio abusivo della professione e l'ex marito della donna per il reato di maltrattamenti.

La denuncia è partita dopo un'indagine avviata mesi fa dalla polizia di Forlì-Cesena.

LA PERQUISIZIONE - Dopo le indagini, su disposizione del pm Lucia Spirito, la Polizia è piombata nella villa di Sant'Ermete, una delle diverse proprietà di Ebe Giorgini e ha riscontrato un quadro evidente dell'attività ancora in essere di "guaritrice" da parte dell'83enne, a dispetto delle numerose accuse mosse anni addietro e per le quali la stessa si trova tuttora agli arresti domiciliari. Proprio dalla sua casa romagnola dove sconta la pena ai domiciliari, infatti, "Mamma Ebe", all'anagrafe Gigliola Giorgini, avrebbe promesso di guarire dall'infertilità una donna che non poteva avere figli, applicandole una pomata, a suo dire miracolosa, sul ventre. L'uomo affermava che la santona era stata incompresa dalla giustizia italiana e dall'opinione pubblica e che solo alla sua morte si sarebbero riconosciuti i suoi "miracoli". La donna, anche per mantenere saldo il rapporto - dal momento che l'uomo avrebbe anche paventato la separazione e che si era fermamente opposto alla fecondazione assistita o all'adozione - ha accettato di sottoporsi a cinque trattamenti all'addome, con la somministrazione di una pomata, che poi è stata verificata come dagli inquirenti per niente attinente con i problemi della donna, essendo un unguento molto potente e di libera vendita per reumatismi. Il trattamento cominciò con l'imposizione delle mani sul ventre, seguita poi col trattamento di una pomata di colore arancione. Nella sua testimonianza ai poliziotti, la vittima ha raccontato che sono molte le persone ancora legate a mamma Ebe, che la aiutano con offerte, cibo e lavori pratici.

Probabilmente non le sono bastati trenta anni di inchieste a suo carico e una condanna definitiva a sei anni di carcere per esercizio abusivo della professione medica e associazione a delinquere.

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