Morto lo studente 22enne condannato a 15 anni in Corea del nord

Otto Frederick Warmbier dopo la condanna

Chi era Otto Warmbier, lo studente americano arrestato in Corea del Nord e morto non appena rientrato negli Stati Uniti senza mai essersi ripreso dal coma? Si trovava in carcere da 17 mesi e le sue condizioni di salute non erano buone.

Nell'annunciare la morte del figlio, la famiglia ha accusato Pyongyang di averglielo ucciso ("Vogliamo che il mondo sappia che nostro figlio è stato brutalizzato e torturato da un regime pariah"), e ha poi ringraziato l'ospedale riconoscendo che "sfortunatamente il terribile trattamento di torture ricevuto da nostro figlio per mano dei nordcoreani ha fatto sì che non fosse possibile altro esito di quello triste avvenuto oggi".

Al momento ci sono altri tre prigionieri con cittadinanza americana nelle prigioni di Pyongyang: Kim Dong Chul, imprenditore detenuto dall'aprile del 2015, Kim Sang-duk, ex professore in carcere dal 21 aprile del 2017, e Kim Hak-song, che lavorava alla Pyongyang University of Science and Technology (PUST), università di ispirazione cristiana all'interno del Paese.

Otto era stato imprigionato per quasi un anno e mezzo dopo un processo che lo aveva condannato alla reclusione e ai lavori forzati per quindici anni.

Warmbier era uno studente dell'università della Virginia. Ma i medici americani non hanno trovato alcuna prova di botulismo attivo, una malattia rara e grave causata da cibo contaminato o da ferite sporche. Resta quindi ancora sconosciuta la causa del trauma, anche se i sospetti puntano sulle tecniche di tortura. Nessun segno invece di fratture, magari legate a percosse.

La liberazione di Otto era stata inizialmente letta come un avvenimento di successo, ma l'epilogo finale, secondo Trump, "rafforza la determinazione della mia amministrazione a prevenire che simili tragedie accadano a persone innocenti, per mano di regimi che non rispettano la legge e la basilare decenza umana".

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