Migranti: arrestato trafficante uomini e torturatore

Arrestato trafficante di uomini e torturatore

È inoltre sospettato di essere uno dei responsabili delle torture e delle sevizie perpetrate in Libia nella casa-prigione "Alì il libico", dove i migranti venivano privati di tutte le loro libertà prima di iniziare la traversata nel Mediterraneo verso le coste italiane. Il giovane, che si trovava nel Cara 'Sant'Anna' di Isola di Capo Rizzuto, in Calabria, e' stato arrestato dagli agenti della polizia di Stato di Agrigento, che hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Procura - Dda di Palermo. E' accusato di omicidio aggravato, sequestro di persona, violenza sessuale e favoreggiamento di immigrazione clandestina.

Le indagini su 'Rambo' sono state condotte dalla Squadra mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, e dalla Squadra mobile di Crotone, diretta da Nicola Lelario, che ha collaborato nella fase d'individuazione e cattura. L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Vo e di pm Gery Ferrara e Giorgia Spiri. "Durante la mia permanenza, all'interno di quel "ghetto' da dove era impossibile uscire, ho sentito che l'uomo che si faceva chiamare Rambo ha ucciso un migrante. Mio cugino ed altri hanno provato a scappare, sono stati ripresi e ridotti in fin di vita, a causa delle sevizie cui sono stati poi sottoposti", ha raccontato un migrante".

Sottoponeva le sue vittime a ogni genere di tortura e talvolta le uccideva.

Mi facevano mettere in piedi per terra, dove precedentemente avevano versato dell'acqua. Poi azionavano la corrente elettrica per fare scaricare la tensione addosso a me. "Ho assistito personalmente al pestaggio sino alla morte di due persone, un nigeriano minorenne e un altro uomo" ha raccontato il testimone aggiungendo che nel frattempo lo stesso "Rambo" avrebbe minacciato, armato di pistola, il fratello della vittima, affinché non raccontasse nulla alla famiglia e perché si facesse "mandare immediatamente i soldi". Questo avveniva circa due volte alla settimàna.

"Una volta, ho avuto modo di vedere che Rambo, il nigeriano, ha ucciso dopo averlo imbavagliato e torturato a lungo, un migrante nigeriano che si trovava li' con noi". "Alcune volte mi legavano le braccia e poi mi appendevano per aria, per picchiarmi violentemente".

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