La NASA ha scoperto un sacco di nuovi pianeti

Scoperti 219 nuovi pianeti extrasolari, dieci in zona abitabile

Gli scienziati che lavorano al telescopio spaziale Kepler della NASA hanno pubblicato un catalogo aggiornato con 219 nuovi candidati pianeti extrasolari, 10 dei quali condimensioni simili a quelle della Terra e orbitano nella zona abitabile della loro stella, ossia alla distanza dalla stella compatibile con la presenza di acqua liquida in superficie.

Sono gli ultimi risultati del telescopio spaziale Kepler.

"Sì, si sente un po 'come la fine di un'epoca, ma in realtà, lo vedo come un nuovo inizio", ha detto Susan Thompson dell'Istituto SETI in un briefing NASA lunedì. Tra questi, oltre la metà risulterebbe priva di superficie, o comunque presente sotto una atmosfera schiacciante che li renderebbe inadeguati ad ospitare forme di vita. L'annuncio poco fa in una conferenza stampa all'Ames Research Center nella Silicon Valley, in California. Dalla valutazione di insieme delle proprietà dei pianeti scoperti emerge a questo punto con significatività statistica l'esistenza di pianeti rocciosi (quindi in questo simili alla Terra) ma di dimensione simile a quella di Nettuno (che è in pianeta gassoso). Il telescopio spaziale Kepler ha scoperto finora 4344 possibili esopianeti, tra cui i 219 annunciati ieri, nella sua missione di quattro anni. Di questi sono stati verificati come pianeti 2.335. Così in particolare hanno spiegato i ricercatori: "Questo catalogo è la base di partenza per rispondere a una delle domande più interessanti dell'astronomia: quanti sono i pianeti simili alla Terra nella nostra galassia".

Tuttavia, i pianeti più vicini alla stella affermano Fulton, per motivi che gli scienziati non capiscono ancora, possono soffrire di una battuta d'arresto nel processo di formazione che li rende grandi mondi rocciosi, chiamati anche Super-Terre.

"Sebbene il numero di nuovi pianeti sia "modesto" rispetto a quanto ci ha abituati Kepler in passato, questo aggiornamento del catalogo è particolarmente rilevante perché sono stati rianalizzati tutti i dati presi durante la fase principale della missione, quando Kepler ha monitorato le stelle simili al Sole in una regione del Cigno per cercare pianeti simili alla Terra non solo per dimensione ma anche per tipo di orbita", conclude Pagano durante un'intervista rilasciata al notiziario on line dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.

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