Il Papa a Barbiana nel ricordo di don Milani

Papa Francesco prega davanti alla tomba di Don Mazzolari

"E che rimane anche con il suo caratteraccio" ha detto il presidente della Cei in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, durante lo speciale in occasione del pellegrinaggio di Papa Francesco a Bozzolo e Barbiana per don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani. E il santo non è colui che ha meno difetti di tutti o che moralmente ha il profilo più alto di tutti. Poi ha percorso, sull'auto chiusa, il tragitto sino a piazza Mazzolari.

È iniziata a Bozzolo in provincia di Mantova la giornata di Papa Francesco. Il santo è uno che è vaccinato di Spirito Santo.

Dopo la preghiera sulla tomba del priore nel piccolo cimitero di Barbiana e l'incontro con ex allievi, sacerdoti e ragazzi, il Papa è salito di nuovo in auto come all'arrivo per raggiungere l'elicottero e rientrare così in Vaticano.

La firma come nello stile del Papa Argentino è solamente Francesco, non siamo assolutamente sicuri quindi che sia la sua. "E' un metodo che non facilita l'evangelizzazione, chiude porte e genera diffidenza". Proprio oggi il vescovo di Cremona, Antonio Napolioni, ha annunciato la data di inizio del processo di beatificazione di don Mazzolari: sarà il prossimo 18 settembre, esattamente a 25 anni dalla visita di Papa Giovanni Paolo II a Cremona. Ci ha fatto piacere per esempio il fatto che abbia ascoltato con grande attenzione quello che gli abbiamo raccontato rispetto ai documenti che gli abbiamo fatto vedere e che noi custodiamo in fondazione.

La seconda tappa del viaggio a Barbiana, sulla tomba di don Milani.

"E' la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società, mediante il lavoro, e alla piena appartenenza alla Chiesa, con una fede consapevole", ha affermato Papa Francesco, ricordando la "passione educativa" di don Milani, e "il suo intento di risvegliare nelle persone l'umano per aprirle al divino". La visita del Papa, in forma strettamente privata, ha voluto essere " una risposta a quella richiesta più volte fatta da don Lorenzo al suo vescovo...che fosse riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale", ha affermato ancora il Pontefice. "E da insegnare - ha detto - ci sono tante cose, ma quella essenziale è la crescita di una coscienza libera, capace di confrontarsi con la realtà e di orientarsi in essa guidata dall'amore, dalla voglia di compromettersi con gli altri, di farsi carico delle loro fatiche e ferite, di rifuggire da ogni egoismo per servire il bene comune".

Correlati:

Commenti


Altre notizie