Carrie Fisher: autopsia rivela uso di droghe

I fratelli Fisher Carrie e Todd

Non è stato possibile stabilire che ruolo abbiano avuto queste droghe nella sua morte, ma era noto che Fisher avesse avuto una lunga storia di dipendenza da sostanze stupefacenti, che durava fin dagli anni Settanta. L'esame tossicologico, diffuso dal medico legale nelle ultime ore, chiarisce tuttavia che al momento del decesso nel corpo dell'attrice erano presenti tracce di alcool e oppiacei, MDMA (ecstasy) e cocaina, che sarebbe stata assunta nelle 72 ore precedenti il trapasso. I risultati parlano poi di una "esposizione all'eroina, anche se non è possibile stabilire né in quante dosi nè quanto è durata l'esposizione a essa".

Alcuni giorni fa sono state rese pubbliche le cause del decesso dell'attrice Carrie Fisher (meglio conosciuta come Leila).

Il personale di bordo le aveva prestato le prime cure mentre l'aereo era in fase di atterraggio in California.

Ricordiamo che l'attrice è sempre stata molto trasparente riguardo ai suoi problemi con il disturbo bipolare e l'abuso di droghe: a 13 anni iniziò a fumare erba, e in pochi anni iniziò a utilizzare cocaina e LSD. Nel 2013 aveva dichiarato a People che "l'unica lezione per me o per chiunque altro è che è necessario trovare aiuto".

Billie Lourd, la figlia della star scomparsa a dicembre, ha commentato la notizia con un comunicato stampa: "Mia madre ha combattuto la tossicodipendenza e le malattie mentali per tutta la sua vita". Alla fine, ci è morta. Parlava della vergogna che tormenta le persone e le loro famiglie quando devono affrontare queste malattie. So che mia mamma voleva che la sua morte incoraggiasse le persone ad aprirsi e a parlare delle proprie battaglie. L'occasione è preziosa per lanciare un appello: "Cercate aiuto, impegnatevi affinché il governo stanzi fondi per i programmi dedicati alle malattie mentali". Ti voglio bene Momby.

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