Esplosione a Milano, Pellicanò condannato all'ergastolo

Milano provocò l'esplosione della palazzina ergastolo a Pellican

Milano - Ergastolo. Non avrebbe battuto ciglio durante lettura del verdetto Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario che la notte tra l'11 e l'11 giugno scorso svitò i tubi del gas dell'appartamento di via Brioschi a Milano in cui viveva insieme alla ex compagna, provocando l'esplosione che uccise lei e una coppia di fidanzati marchigiani vicini di casa. L'ergastolo era la richiesta di pena chiesta dal pubblico ministero Elio Ramondini per Pellicanò.

Giuseppe Pellicanò, difeso dai legali Giorgio Perroni e Francesco Giovannini, ha confessato di avere svitato il tubo del gas la notte precedente all'esplosione, ma nel suo interrogatorio aveva spiegato di ricordare solo per fotogrammi quanto aveva fatto, anche a causa degli "psicofarmaci" contro ansia e insonnia che prendeva abitualmente. Una pena che diventerebbe effettiva qualora la sentenza dovesse diventare definitiva.

Lo hanno scritto la professoressa di Criminologia Isabella Merzagora, lo psichiatra Franco Martelli e il neurologo Marco Zucconi nelle 49 pagine di perizia depositate, in fase di indagini e con la formula dell'incidente probatorio, nelle quali hanno accertato che l'uomo aveva al momento dei fatti un vizio parziale di mente a causa, in particolare, di una forma di "depressione". La difesa aveva sostenuto che il pubblicitario non aveva intenzione di uccidere che ha tentato di dimostrare che non si figuravano i reati di strage e devastazione. L'unico sconto è stato quello del rito abbreviato sull'isolamento diurno. Ma il giudice milanese non ha tenuto conto dell'esito della perizia sullo stato di seminfermità mentale dell'imputato e lo ha anche condannato a 5 anni di libertà vigilata una volta finita di scontare la sua condanna.

Pellicanò, ha inoltre stabilito il gup Valori, dovrà versare una provvisionale 350 mila euro a ciascuno dei genitori di Micaela Masella, 160 mila euro alla sorella e 400 mila euro a ciascuna delle figlie. Sarà poi un giudice civile a stabilire l'esatta entità dei risarcimenti da versare a favore delle parti civili.

La deflagrazione aveva provocato la morte della sua ex compagna Micaela Masella, della coppia di vicini di casa marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, e il ferimento grave delle sue due bimbe.

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