Crotone. Terrorismo: arrestato richiedente asilo iracheno

Dall'Italia  Allarme terrorismo a Crotone arrestato richiedente asilo inneggiava alla jihad tra i rifugiati

Dall'inchiesta è emerso che il giovane iracheno - che aveva esultato in occasione dell'attentato di Manchester - svolgeva l'attività di proselitismo fornendo notizie, chiarimenti e materiali dell'Isis.

Stando ad alcune testimonianze e alle prime indiscrezioni relative alle indagini, l'uomo è accusato di aver fatto propaganda a favore dello Stato Islamico nel centro Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Crotone.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro diretta dal Procuratore Capo Nicola Gratteri.

L'uomo, in una conversazione intercettata con la sorella, dice che non c'è bisogno di andare in Iraq o in Siria per fare il jihad: si può anche rimanere in Italia, "per redimere gli infedeli", ai quali va "tagliata la gola". Nella telefona con la sorella, il presunto jihadista riferisce infatti che nonostante qualcuno gli avesse chiesto di tornare nel suo paese per prendere parte alla guerra santa del Daesh, proprio la condivisione dei principi della jihad lo avrebbero invece spinto a restare nel nostro Paese per "redimere gli infedeli". "A queste persone - ha detto - dovrebbe essere tagliata la gola".

L'uomo, per fortuna e prima che potesse fare seri danni, è stato arrestato dalle forze dell'ordine con l'accusa di "associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere" mentre cercava di convincere i migranti musulmani ad arruolarsi tra le file dello Stato islamico.

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