Ius soli: tensioni a sit-in CasaPound e Fn, usati idranti

Anche perché, da parte della maggioranza, il passo dall'approvare la nuova legge elettorale e liberare il popolo da questo Parlamento e insistere invece nella legge per la cittadinanza inseguita a suo tempo da Cecile Kyenge, andata nel frattempo a svernare a Strasburgo, è stato fin troppo breve.

Durante la bagarre anche la ministra Valeria Fedeli, seduta ai banchi del governo, si è fatta male ad un braccio cadendo su una ringhiera, tanto che è dovuta ricorrere alle cure dell'infermeria.

Lo ius sanguinis in vigore da oltre vent'anni - volgarmente, è italiano chiunque abbia almeno uno dei genitori di tale nazionalità - verrebbe sostituito con non uno, ma due criteri ribattezzati come noto, ius soli, da un lato, e ius culturae dall'altro. E sono volati i messaggi di solidarietà alla ministra contusa: spicca quello della deputata Pd Micaela Campana, quella che mandava messaggi con scritto "bacio grande capo" a Salvatore Buzzi, che a sua volta (in altra intercettazione) raccontava che con i migranti si fanno più soldi che con la droga... La sua stessa testimonianza? Nulla di grave per la ministra che ha avuto bisogno solo di qualche cerotto e un antidolorifico. "L'Italia è un fatto importantissimo, ma proprio per questo abbiamo la forza di aprirci e estendere la cittadinanza a tanti bambini che ne hanno diritto". "Avrei parlato un minuto semplicemente per riportare lo Ius Soli in Commissione".

Altissima tensione a Palazzo Madama subito dopo la decisione dell'aula di dare il via libera all'esame del ddl sullo ius soli si è scatenata nell'emiciclo una vera e propria bagarre, ad opera soprattutto dei senatori della Lega Nord, molti dei quali esponevano cartelli di protesta contro il provvedimento. "Non mi interessa modificare questa legge - ribadisce Centinaio - nemmeno la leggo, se dovessi presentare un emendamento è soppressivo dell'intera legge".

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