Vaccini: si apre caso Lorenzin-Gardaland

Vaccini Austria vs Gardaland Lorenzin inciampa nella bufala

La discussione che si è accesa sul 'caso' Gardaland e morbillo segue di pari passo quella aperta dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha dichiarato ieri di aver deciso di impugnare il decreto voluto dal ministro della Salute per la reintroduzione dell'obbligatorietà dei vaccini in Italia. A ribadirlo è non solo l'amministrazione del parco divertimenti, ma lo stesso Assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto che - secondo l'ANSA - avrebbe contestato le dichiarazioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin e riportate dal Gazzettino: "Il Veneto ha gravi carenze nella copertura vaccinale e di questo non si può far finta di niente, anche agli occhi del mondo". E non è facile, visto che i sospetti contro i vaccini sono diffusi soprattutto negli strati con una cultura medio alta.

Stop al decreto vaccini, lo chiede il M5S che ha presentato una proposta di legge volta a mantenere in vigore la legislazione vigente (4 vaccini obbligatori:antidifterite, antitetanica, antipoliomelite, a antiepatite B) senza aumentare dosi obbligatorie che con il decreto Lorenzin arriverebbero a dodici.

Ma adesso, in coincidenza con le prime calure, più o meno estive, si apre un vero e proprio caso "Gardaland e morbillo". E non sarà che una volta che avremo scoperchiato questo sistema si scoprirà che magari il Veneto è la regione con il più alto tasso di vaccinazioni? "Gardaland tiene a chiarire che, all'interno del Parco, non c'è stato e non c'è alcun problema specifico legato alle vaccinazioni". Porto avanti, invece, quello che è un modello: nel Veneto dal 2007 non c'è l'obbligo vaccinale e siamo l'unica Regione ad avere l'anagrafe dei vaccinati - ha aggiunto Zaia -. A Verona Zaia ha portato sostegno alla candidatura a sindaco di Federico Sboarina, del centrodestra, affermando tra l'altro che "non sarà un sindaco che cercherà la rissa con la Regione, neppure in campo sanitario".

L'APPLICABILITÀ DEL DECRETO. "Il ministro Lorenzin non ha affatto bisogno del consenso del Veneto, ha una maggioranza in Parlamento: si faccia convertire in legge il decreto indipendentemente dal nostro ricorso alla Corte Costituzionale".

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