"Se è vegan non può chiamarsi latte" (lo dice la Corte Ue)

Corte Ue: No a denominazione

"I prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come 'latte', 'crema di latte' o 'panna', 'burro', 'formaggio' e 'yogurt', che il diritto dell'Unione riserva ai prodotti di origine animale", sottolineano i giudici. A stabilirlo è stata la Corte di Giustizia Ue, la quale ha aggiunto nel proprio pronunciamento che "ciò vale anche nel caso in cui tali denominazioni siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l'origine vegetale del prodotto in questione". Questo, in estrema sintesi, quanto deciso dalla Corte di giustizia dell'Unione europea di Strasburgo in una causa che vede coinvolto un produttore di alimenti vegetariani e vegani, prodotti puramente vegetali con le denominazioni 'Soyatoo burro di tofu', 'formaggio vegetale', 'Veggie-Cheese', 'Cream', e con altre denominazioni simili. Il "Verband sozialer wettbewerb", un'associazione tedesca avente l'obiettivo specifico di contrastare la concorrenza sleale, ha intentato un'azione inibitoria nei confronti della Tofu town, azienda che produce e distribuisce alimenti vegetariani e vegani. Nella sentenza di oggi la Corte rileva che, ai fini di commercializzazione e pubblicità, la normativa riserva la denominazione 'latte' unicamente al latte di origine animale, e lo stesso vale per le altre diciture come 'crema di latte o panna', 'chantilly', 'burro', 'formaggio' e 'yogurt', da utilizzare solo in caso di derivati del latte.

La TofuTown ritiene, invece, che la sua pubblicità non violi la normativa in questione. Esistono poche eccezioni alla norma ed espressamente previste da una decisione del 2010 della Commissione Europea che ne ha fornito un elenco.

Le indicazioni che ribadiscono l'origine vegetale dei prodotti non influiscono su questo divieto anche perché "l'aggiunta di indicazioni descrittive o esplicative non può escludere con certezza qualsiasi rischio di confusione nella mente del consumatore". Tra queste, ad esempio, il prodotto tradizionalmente denominato "crème de riz" francese, termine tradizionalmente utilizzato oltralpe per la farina di riso. Anche in Italia funziona già così per i prodotti esclusivamente vegetali la cui natura va indicata chiaramente al consumatore: sui banchi dei supermercati si hanno quindi denominazioni come "bevande di soia", "a base di soia" e così via. Si tratta, infatti, di prodotti dissimili, soggetti a norme diverse. Stabilire che la soia non è latte e che il vegetale non è animale è tutt'altro che banale, in quest'epoca in cui le parole hanno preso il sopravvento sulle cose restringendo a sparuta minoranza i sostenitori dell'ineluttabile realtà dei dati di fatto.

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