Banche venete, Padoan: "Niente bail-in". Salvi i soldi di azionisti e obbligazionisti

Banche venete, fumata nera a Bruxelles. Zaia:

Sotto il profilo della liquidità, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca dispongono di tutte le garanzie pubbliche necessarie. Esso in teoria permetterebbe a tutti di salvare la faccia sostenendo che così si riducono le perdite attese: quasi una foglia di fico in vista della scomparsa, nei prossimi anni, di due banche ormai senza mercato.

Venezia, 26 mag. (AdnKronos) - Cgil Cisl e Uil del Veneto esprimono "profonda preoccupazione per l'esito negativo del confronto che si è svolto con la Commissione europea sulle prospettive delle due popolari venete".

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Vicenza ha ascoltato la relazione dell'Amministratore Delegato Fabrizio Viola sui recenti incontri con la Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea in merito al processo di autorizzazione della Ricapitalizzazione Precauzionale - funzionale al riassetto della Banca - e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze.

"Il bail-in è un'ipotesi esclusa", ha comunque chiarito ieri Padoan.

Atlante ha già versato 3,4 miliardi in conto capitale a favore delle due banche. Domani mattina, si apprende sempre, ci sarà un vertice straordinario al Mef dove sono attesi a colloquio con il ministro Pier Carlo Padoan presidenti, vice e amministratori delegati delle due banche.

"La partita si è trasformata in una battaglia politica ad altissimi livelli più che in un affare tecnico", fa notare una fonte.

Per misurare il rischio che in questi giorni sta correndo il sistema finanziario italiano bisogna partire da questi dati. Le due banche, che lavorano alla fusione, nel complesso hanno 11.600 dipendenti e il piano attuale prevede che ne escano poco più del 20%.

Evidentemente è difficile trovare strade alternative per onorare la richiesta venuta dall'Europa di trovare anche soldi privati, un miliardo, per la ricapitalizzazione alla quale comunque provvederebbe soprattutto lo stato, con 6,4 miliardi.

Una nota che non fuga i dubbi e le incertezze. Ma anche confermi da un lato la responsabilità dei vertici operativi di farsi carico di una situazione estrema, evitando eventuali tentazioni di lasciare.

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