Svezia si sfila, Londra non molla

Julian Assange fondatore di WikiLeaks

L'indagine per stupro contro il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, portata avanti in Svezia, è stata chiusa dal capo della procura pubblica Marianne Ny.

Diventa un giallo il caso di Julian Assange, rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra da cinque anni, dopo che la Procura svedese ha lasciato cadere le accusedi stupro e, non sussistendo il caso, ha annunciato il ritiro del mandato di arresto internazionale.

L'archiviazione dell'accusa avrebbe reso così felice Assange che avrebbe postato sul suo profilo Twitter una foto che lo ritrae sorridente. Le accuse di stupro erano le uniche formalmente aperte nei suoi confronti. Il 7 dicembre 2010 Assange si presenta spontaneamente negli uffici di Scotland Yard e viene arrestato in seguito al mandato di cattura europeo. Elisabeth Fritz, legale della donna, ha dichiarato: 'La mia cliente è scioccata, nessuna decisione della magistratura può cambiare il fatto che Assange sia responsabile di stupro'. Le autorità britanniche - si legge in un tweet dell'organizzazione - "si rifiutano di confermare o negare seabbiano ricevuto una richiesta di estradizione dagli Usa". "Abbiamo archiviato perché era impossibile arrestarlo", hanno detto spiegato i procuratori svedesi in una seconda conferenza stampa aggiungendo che il processo a carico di Assange potrebbe essere riaperto qualora il fondatore di WikiLeaks tornasse in Svezia prima che il reato cada in prescrizione, cioè entro il 2020. A dirlo è stata Scotland Yard, dopo l'annuncio della procura svedese. L'intervento di Obama comunque spinge Assange ad un'apertura: si dice disposto a consegnarsi agli Stati Uniti, a patto che vengano rispettati i suoi diritti.

Pochi mesi fa, nel settembre del 2016, la Corte d'appello svedese aveva confermato il mandato d'arresto emesso nel 2010 contro il fondatore del portale Wikileaks, per le accuse di molestie sessuali.

Le autorità e l'intelligence americana a loro volta non negano di considerare Julian Assange alla stregua di un nemico per aver diffuso attraverso Wikileaks documenti segreti e rivelazioni imbarazzanti su Washington. Lo riporta l'agenzia britannica Pa.

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