La storia di Giuseppe Di Matteo in "Sicilian Ghost Story"

Sicilian Ghost Story sul truce omicidio del piccolo Di Matteo

Lo script è parte essenziale del racconto, un continuo rifugiarsi di Luna nella grotta naturale che ha in casa, dove è la sauna della madre, che ricorda nei modi e negli abiti la Signorina Rottermeier di "Heidi". Tutti elementi comuni in chi tenta di raccontare la criminalità organizzata sicula ma che in questo caso sembrano voler esser a tutti i costi inglobati in qualcosa di più grande. A unirli sono i bei sogni e anche gli incubi.

Sicilian Ghost Story è ispirato alla storia di Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito di mafia Santino Di Matteo, sequestrato il 23 novembre 1993. Il trailer è già un piccolo capolavoro e ci dice molte cose sul film. Ottimo il cast ad iniziare dai due ragazzi Julia Jedlikowska e Gaetano Fernandez, entrambi esordienti. La giovane Luna, disperata per la scomparsa del suo compagno di classe Giuseppe, decide di non darsi per vinta e di indagare: la ragazza, infatti, prova un sincero amore nei confronti dell'amico. Si ribella al silenzio e alla complicità che la circondano e pur di ritrovarlo, discende nel mondo oscuro che lo ha inghiottito e che ha in un lago una misteriosa via d'accesso.

SICILIAN GHOST STORY, IL FILM DA OGGI AL CINEMA: LA TRAMA (18 maggio 2017) - Sicilian Ghost Story è ambientato in un paesino della Sicilia, situato nei pressi di un bosco. Si tratta di un film profondo, a tratti onirico, in grado di affrontare in maniera originale numerose tematiche delicate legate alla famiglia, alla società e all'adolescenza. La sezione, che nel 2013 aveva premiato Salvo, primo lungometraggio di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, si è accaparrata così anche la seconda strepitosa opera della coppia creativa. Ed è la prima volta che un film italiano apre la Semaine in questa 1.a giornata di festival in cui corrono in concorso You were never really here di Lynne Ramsay con due uomini, un veterano di guerra e un politico, diversamente coinvolti nel mercato del sesso, con l'interprete d'eccezione Joaquin Phoenix, ma anche l'atteso Happy End del sempre tosto Michael Haneke che, complici Isabelle Huppert e Matthieu Kassovitz, mette in scena la ricchezza cieca della borghesia davanti alla disperata povertà dei migranti di Calais. Una favola d'amore, ma, soprattutto, una favola nera, resa magica dall'aspetto onirico di una Sicilia resa fantasma. Leonardo Sciascia sosteneva che la Sicilia fosse una dimensione fantastica all'interno di cui non si potesse stare senza fantasia.

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