Giro d'Italia 2017: Fernando Gaviria è più forte di Marcel Kittel?

Epatite C e Giro d'Italia, qualcosa da scoprire in 9 tappe (domani a Reggio E.)

Gaviria centra il tris al Giro d'Italia. L'Amministrazione Comunale ringrazia il Main Sponsor Teva tutti gli tutti gli altri sponsor Simecom, Katoen Natie, Ratti, Oasi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona e tutti coloro, Enti ed Associazioni, che hanno consentito la realizzazione dell'evento, oltre a tutti i Volontari che si sono resi disponibili. "E con questa sono tre vittorie".

Sam Bennett 7.5: ancora un podio per il portacolori della Bora che non riesce a sbloccarsi nonostante un gran lavoro della sua squadra che ha un grandissimo treno ma probabilmente sbaglia qualcosa negli ultimi chilometri. "Anche oggi siamo riusciti a disputare uno sprint eccezionale".

Fernando Gaviria ha vinto la 12/a tappa del Giro d'Italia, la Forlì-Reggio Emilia di 229 km. "La Wilier Triestina-Selle Italia - le parole del giovane azzurro - fin da ieri ha creduto in me e alcuni compagni si sono sacrificati per farmi arrivare fresco oggi". È il suo terzo successo in questo Giro. Come si batte il colombiano? Andandoli a confrontare, il teutonico sembra aver qualcosa in più nella velocità di punta, mentre il colombiano sembra essere più resistente in salita.

È la prima parte del percorso quella che presenta le maggiori insidie: dopo lo start, si attraversa Faenza (città natale del commissario tecnico della nazionale italiana Davide Cassani) e si comincia lentamente a salire verso il Gran Premio della Montagna di Colla di Casaglia (2^ categoria), con vetta dopo 63 km percorsi. "Speriamo di vincere presto - dice - ma non dimentichiamo che ci sono tre corridori italiani fra i primi 13: Nibali, Pozzovivo e Formolo".

La tappa, che è passata dalle strade del tricolore, omaggiando miti del ciclismo come Ercole Baldini (olimpionico su strada, iridato, recordman dell'ora e re del Giro 1958), Arnaldo Pambianco (primo nel 1961, nel Giro dei cento anni dall'unità d'Italia) e il Leone del Mugello Gastone Nencini (vincitore del Giro 1957 e del Tour 1960), è stata caratterizzata da una fuga partita dai primissimi chilometri alimentata da Sergey Firsanov (Gazprom-Rusvelo), Marco Marcato (Uae-Emirates) e Mirco Maestri.

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