Comey manteneva le distanze con Trump

Nyt Trump a ex capo Fbi ferma indagini su Flynn. Ma la Casa Bianca nega

Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha risposto così a una domanda sulle conseguenze nei rapporti tra Usa e Russia in un eventuale impeachment per il presidente americano Donald Trump.

"L'indagine confermerà quello che sappiamo già", ha commentato il presidente Trump, "cioè che non c'è stata nessuna collaborazione tra il mio comitato elettorale ed entità straniere". Perché mette a rischio la presidenza per un ex consigliere della Sicurezza nazionale compromesso in tutti i modi? L'incarico gli è stato affidato dal viceministro della Giustizia Rosenstein in seguito all'astensione del titolare del dicastero Jeff Session, dovuta ai suoi contatti con Mosca. L'ex tycoon newyorkese, come ha riferito il New York Times, avrebbe chiesto a James Comey, ormai ex capo dell'Fbi, di lasciar cadere l'indagine sul suo consigliere di fiducia Michael Flynn dopo che erano emersi sospetti sulla natura dei colloqui che quest'ultimo aveva avuto con l'ambasciatore russo a Washington. Senza testimoni è più facile negare quella conversazione proprio come ha fatto ieri il portavoce della Casa Bianca. Come ricostruisce oggi Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera, secondo alcuni Trump ha cercato di condizionare fortemente Comey, prima invitandolo a cena, il 27 gennaio, e chiedendogli "lealtà personale" e poi invitandolo, il 14 febbraio, a insabbiare l'inchiesta sul dossier russo o almeno a derubricare la posizione di Flynn. Indagini che dovrebbero subire un impulso non da poco, visto la fama di rude e scrupoloso investigatore che Mueller ha maturato all'Fbi dal 2001 (nominato da George W. Bush) al 2013. La commissione Intelligence del Senato, che sta portando avanti una propria indagine sul Russiagate, ha detto che la mossa offre rassicurazioni sul fatto che l'inchiesta dell'Fbi procederà "in modo corretto senza influenze politiche". La Casa Bianca di Donald Trump comincia a tremare seriamente sotto i colpi di una campagna mediatica basata su informazioni fatte trapelare con cura dagli ambienti più sensibili di un'amministrazione che, lungi dal servire il presidente, sta facendo di tutto per affossarlo. Direttore dell'FBI per 12 anni, è stato nominato dal dipartimento di Giustizia USA come special counselor, una specie di superprocuratore indipendente.

Infine c'è un quarto fattore, più imponderabile ma che costringe i nemici di Trump a una certa prudenza.

Affinché ai danni del presidente eletto si abbatta sul serio il ciclone impeachment, però, non è affatto sufficiente che qualche politico ne faccia richiesta. "Molti sono arrabbiati" nel Mossad per la decisione di Trump di passare ai russi informazioni sui piani Isis per celare esplosivo nei laptop e tablet per far saltare in aria aerei di linea. L'IMBARAZZO DI MCCARTHY "Uno scherzo, una battuta di cattivo gusto che nessuno pensa sia vera": così il senatore Kevin McCarthy si giustifica per la frase pronunciata un anno fa - quando era leader della maggioranza repubblicana al Senato - e colta in un audio finito nelle mani del Washington Post. Un'America nel cui vocabolario non c'è la parola "impeachment".

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