Bce, Merkel e Schaeuble caldeggiano Weidmann per il dopo-Draghi

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Dopo che la crisi degli anni passati aveva fatto da "terreno fertile a populismi e nazionalisti", ora "la maggioranza silenziosa è tornata farsi sentire".

Weidmann, presidente della Banca Centrale tedesca, considerato il capo dei falchi all'interno della Bce, ha sempre avuto una posizione molto critica sulla politica monetaria espansiva di Draghi.

Queste le parole pronunciate da Mario Draghi nel corso del suo intervento in occasione della cerimonia per il conferimento del dottorato Honoris Causa in filosofia da parte dell'Università di Tel Aviv.

A questo punto, "in Europa abbiamo bisogno di assicurare che la crescita economica e l'incremento della prosperità sia sostenibile". Specifichiamo che Mario Draghi parla dell'Europa nel suo complesso, è utile ricordare che all'interno dell'eurozona ci sono Paesi che sono in forte crisi e in 'debito di crescita'. "Oggi possiamo percepire una crescente onda di energia che chiede una azione congiunta europea".

Una prospettiva che si riflette anche a livello planetario in merito al settore finanziario, ora più stabile: "L'outlook economico mondiale sta migliorando e i rischi di un peggioramento sono in calo".

Rimane però da fare ulteriori migliorie, tra cui aggiustamenti alla "architettura istituzionale dell'Unione economica e monetaria", con citazioni importanti per temi come sicurezza, migranti e difesa risolvibili solo facendo appello alle differenti sovranità presenti nell'Unione Europea. La crisi ha messo in evidenza la debolezza strutturale della nostra costruzione e ci ha obbligato a muoverci. La riparazione è iniziata con l'Unione bancaria. Ma il lavoro è lontano dall'essere esaurito e le sfide che dobbiamo affrontare vanno oltre l'Unione economica e monetaria.

Poi il Governatore della Bce si è lasciato andare in considerazioni di carattere ideologico cercando di mandare un messaggio ai burocrati di Bruxelles: "L'Ue e l'euro hanno sempre richiesto l'appoggio della maggioranza dei cittadini europei ma, spesso, si sentiva solo un'opposizione rumorosa". Riguardano sicurezza, migrazioni, difesa e generalmente tutte quelle sfide che possono essere affrontate solo condividendo sovranità.

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