Trump ha rivelato informazioni segrete ai russi

Robert M. Gates

Le nuove indiscrezioni fatte trapelare da due funzionari e pubblicate dal Washington Post sollevano una nuova polemica sull'amministrazione Trump e sui suoi contatti con il Cremlino.

Secondo un scoop del Washington Post, il presidente americano Donald Trump ha rivelato al ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, informazioni d'intelligence altamente confidenziali riguardo a un'operazione che riguarda lo Stato islamico. La rivelazione del quotidiano della capitale arriva in un contesto particolarmente delicato per il presidente americano, a una settimana dal licenziamento dell'ex direttore dell'Fbi, James Comey, che indagava proprio sui possibili legami tra Washington e Mosca. I dettagli dell'informativa sono talmente delicati che non sono stati resi noti neanche agli alleati, rimanendo strettamente segreti all'interno dell'Amministrazione. Il partner inoltre non aveva dato il permesso di condividere il materiale con la Russia. In seguito a questa rivelazione dirigenti della Casa Bianca avrebbero preso misure per contenere il danno, chiamando la Cia e la Nsa. "Questa è una parola in codice", ha commentato un funzionario usando la terminologia usata dalle agenzie di intelligence americane per indicare il livello più alto di segretezza. Il Washington Post, nel rilevare la notizia, cita dirigenti Usa. Il senatore ha riconosciuto che il team per la Sicurezza nazionale e' solido e sta facendo un buon lavoro ma, ha avvisato, "il caos creato dalla mancanza di disciplina sta creando un ambiente preoccupante". Trump "ha rivelato più informazioni all'ambasciatore russo rispetto a quelle che ha dato ai nostri stessi alleati", ha detto al quotidiano una fonte d'intelligence. "Ero lì, non è successo", ha detto McMaster, che tuttavia ha ammesso che Trump e Lavrov hanno parlato di "minacce comuni", tra cui "minacce per l'aviazione commerciale". Il consigliere per la sicurezza nazionale H. R. McMaster ha negato che Trump abbia rivelato informazioni classificate. "Mai sono stati discussi fonti o metodi di intelligence e non è stata rivelata alcuna operazione militare che non fosse già nota pubblicamente", ha aggiunto.

Top secret, qunque, doveva rimanere non solo il contenuto ma soprattutto la fonte e i metodi, che sarebbero invece stati almeno implicitamente svelati da Trump stando alle fonti citate dalle stampa americana.

Correlati:

Commenti


Altre notizie