Biotestamento, campane a morto: la protesta dei parroci del Molise

L’aula della Camera

Nella legge suo biotestamento, infatti, si identifica come accanimento terapeutico anche la nutrizione e l'idratazione. A comunicarlo è Don Mario Fangio, prete di Carovilli, in provincia di Isernia, che ha partecipato all'iniziativa insieme ai sacerdoti delle parrocchie di Pietrabbondante (Isernia), Castropignano, Duronia, e Salcito (Campobasso).

Non solo campane a morto, ma anche un necrologio, fatto affiggere nei rispettivi paesi: "Le campane suonano a morto perché la vita è vittima della morte - è scritto nel necrologio - dall'aborto all'eutanasia delle dat. Con queste l'Italia ha scelto di far morire, non di far vivere".

I parroci di Isernia e Campobasso spiegano in una nota di aver voluto "richiamare all'attenzione delle loro comunità il funesto evento legislativo, che creerà una grande mole di problemi e minerà alla base la certezza della indisponibilità della vita umana". Don Mario, 73enne originario di Castiglion Messer Marino (Chieti), si occupa delle anime dei carovillesi da 36 anni e non è nuovo a iniziative del genere. "Mi auguro che i parroci che si sono resi protagonisti di una così eclatante protesta abbiano modo di leggere con attenzione cosa dice la Costituzione italiana e che trovino il coraggio per suonare le campane per argomenti che lo richiedono davvero", conclude Turco. Una, due, pochissime persone che parlano a nome della popolazione, finalmente, devono smetterla.

Campane a lutto per il biotestamento, da Carovilli a Pietrabbondante, nel molisano. "Adesso immagino che la comunità è dalla mia parte". Don Mario spera che la sua voce, e quella di altri parroci molisani che si sono uniti a lui, arrivi al Senato anche se ha detto di aver appreso dall'Ansache la sua iniziativa era approdata sulle cronache nazionali. "Lo sto appendendo adesso - commenta - non sapevo che avesse avuto questa eco".

La notizia la riprende Repubblica.it e racconta di un singolare episodio di protesta che ha visto promotori alcuni parroci della nostra Regione.

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