Tap, a rischio i due concertianti gasdotto "Mancano le condizioni di sicurezza"

Il Comune di Ossi darà battaglia al Tar contro la cava

Il 6 aprile il presidente del Tar del Lazio aveva accolto l'istanza della Regione Puglia e aveva sospeso gli atti ministeriali con cui veniva dichiarata pienamente ottemperata la prescrizione A.44 della Via. Il ricorso della Regione, rappresentata e difesa dall'avvocato Mariano Alterio, è stato respinto con una sentenza emessa dopo la Camera di Consiglio del Tar che si è riunita ieri. Sin dallo scorso 17 marzo, data di inizio dei lavori di espianto, cittadini e amministratori locali interessati dal passaggio del gasdotto hanno scatenato numerose proteste, arrivando a costruire un blocco forzoso per impedire l'accesso degli operai al cantiere di Melendugno. Quindi, è il Ministero dell'Ambiente il "titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto Via" sulla valutazione di impatto ambientale.

"Tap proseguirà con i lavori rispettando scrupolosamente le leggi e le prescrizioni di natura ambientale, per garantire alla Puglia e all'Italia un'infrastruttura che porterà gas naturale, che contribuirà a ridurre l'inquinamento e favorirà l'indipendenza energetica del nostro paese". Sebbene la Regione Puglia sia indicata nel decreto "come Ente vigilante, non può escludersi che il Ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del Mare rimanga titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto Via". Di parere opposto il ministero retto da Gian Luca Galletti, secondo cui "la prescrizione è ottemperata e l'espianto autorizzato", in base a una serie di note inviate dallo stesso ministero, che rimarca la propria "competenza finale esclusiva" in materia di Valutazione di impatto ambientale. La multinazionale, nella memoria con cui si era costituita in giudizio, aveva sottolineato l'assenza del "periculum in mora" paventato dalla Regione, precisando che "ad oggi le attività di espianto degli ulivi sono quasi concluse". Altri 31 alberi sono già espiantati e sistemati in vasi rimasti nel cantiere, mentre 12, sempre sistemati in vasi, si trovano in un deposito a Melendugno.

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