Borsellino quater, a Caltanissetta ergastolo a Tutino e Madonia

Mafia Borsellino quater la prescrizione salva Scarantino

Per Scarantino la Procura ha chiesto la pena a 8 anni e sei mesi di carcere, mentre per Francesco Andriotta e Calogero Pulci 14 anni di reclusione ciascuno. I giudici hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato contestato a Vincenzo Scarantino pure lui imputato di calunnia.

Anche Rosalba Di Gregorio - legale di parte civile di Gaetano Murana, condannato ingiustamente all'ergastolo per la strage di via D'Amelio per le accuse di falsi pentiti come Scarantino - sottolinea la decisione della Corte sull'attenuante concessa. Ergastolo per Madonia e Tutino, accusati di strage. È questa la sentenza emesse dalla corte d'assise di Caltanissetta alla fine del processo Borsellino Quater, quello scaturito dalle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, che ha riscritto completamente la fase operativa della strage di via d'Amelio.

Madonia e Tutino dovranno risarcire 500.000 euro alle parti civili, tra cui i figli di Paolo Borsellino, Lucia, Manfredi e Fiammetta. Per il Pg ci sono "ancora aspetti da approfondire, non mi stupisce che anche il Procuratore capo Bertone parli di indagini mai finite". L'avvocato, che da anni sostiene che il depistaggio che ha portato alla condanna di innocenti sia stato indotto, ha ironicamente fatto riferimento al processo Borsellino bis, dibattimento in cui i collaboratori avrebbero mentito determinando le ingiuste condanne.

"La sentenza di oggi restituisce dignità alla giustizia sulla strage di Via D'Amelio. Non so, se esattamente ci sara' un altro processo, ma ci sono dei punti che devono essere ulteriormente sviluppati". La corte d'assise di Caltanissetta, intanto, ha trasmesso alla Procura di Caltanissetta i verbali delle udienze perché valuti se in alcune deposizioni - non è stato specificato quali - si possano ravvisare profili di reato e se ci siano elementi per nuovi spunti di indagine. Scarantino nel corso di questo processo ha raccontato di essere stato picchiato, di avere subito pressioni psicologiche, di avere ricevuto dai poliziotti della Mobile pizzini e appunti su ciò che doveva rivelare e ritrattare.

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