Erdogan "vince" il referendum ma la Turchia resta un Paese spaccato

Carey Erdogan

La domanda, in sostanza, sarà la seguente: volete voi stabilire democraticamente la fine di una democrazia che già oggi non esiste?

Nonostante i sondaggi diano il No in vantaggio, sarebbe da ingenui sottovalutare l'abilità politica e il carisma di Erdogan, la presa che ha su circa metà della popolazione, catturata dal populismo del presidente, deciso a rilanciare la necessità di una leadership forte che contrasti la stabilità e l'indipendenza della Turchia contro i nemici al suo interno e i complotti orditi dall'estero. Dunque sia il Partito Democratico dei Popoli (HDP) sia il Partito Repubblicano del Popolo (CHP) invitano gli osservatori a non abbandonare i seggi perché secondo loro si tratta di un risultato falso. Erdoğan fu eletto primo ministro per le prima volta nel 2003 e da allora è stato rieletto altre tre volte. E se dovesse accadere, in teoria, Erdogan potrebbe restare al potere fino al 2034. Tre persone sono morte in seguito a uno scontro a fuoco avvenuto nel cortile di una scuola dove ha sede un seggio elettorale nella provincia sudorientale di Diyarbakir, in Turchia.

C'è una cosa che si potrebbe fare subito e che darebbe un "segnale" importante: l'interruzione del negoziato (per me poco sensato) avviato nel 2005 per l'adesione della Turchia all'Unione europea e da tempo arenato. Ufficiale invece il dato sull'affluenza che arriva all'84%. A sua totale discrezione potrà decidere la dichiarazione o il prolungamento dello stato di emergenza: su questa decisione nemmeno I ministro avranno alcuna voce in capitolo. Dei "Tilkodromi", i 5.338 dell'Istanbul Parl sono tra quelli meglio riusciti, una pista veloce e impegnativa, idealmente rappresentata dalla particolare curva 8, lunga piega a sinistra con quattro punti di corda e forze G elevatissime già nel 2011. La vigilia del referendum è stata particolarmente tesa.

Un traguardo che mira anche sostituire simbolicamente il fondatore della stessa repubblica, Mustafa Kemal Ataturk, con la propria figura.

Il pacchetto di modifica costituzionale in parlamento ha ottenuto i voti del Partito del Movimento Nazionalista MHP, il cui sostegno è servito a indire il referendum. "Erbakan èun padre spirituale, una guida, ma Erdogan è un padre di famiglia, annulla la differenza con l'interlocutore che lo percepisce vicino a sè, quasi fosse un fratello, un membro della famiglia".

Se la Turchia dovesse - come sembra - tornare nel calendario di F.1, l'anno prossimo il Circus iridato dovrà affrontare ben 22 appuntamenti, ovvero 2 in più rispetto a questa stagione. Ultime ore anche per la campagna elettorale.

Il capo di Stato, in barba al suo ruolo 'super partes', ha dominato la scena politica negli ultimi mesi, occupando tutti gli spazi disponibili, rilasciando interviste a raffica e partecipando a comizi in tutto il Paese, attaccando con veemenza tutti i suoi avversari, reali o presunti, fino ad arrivare agli attacchi all'Europa, a minacciare la revisione dell'accordo sui migranti e a evocare un referendum sui negoziati di adesione con l'Ue pur restando il desiderio di mantenere intatti i rapporti economici. Certo, la nuova Costituzione prevede anche la procedura di impeachment presidenziale, ma la soglia di firme necessarie, il 60% dei parlamentari, è talmente elevata da renderla quasi impossibile. Da qui lo slogan "Un Sì per la Nazione, per lo Stato, per la Repubblica, per la sopravvivenza del nazionalismo turco, per la Turchia eterna".

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