Consip, chiesta pratica al Csm

Caso Consip, scontro tra Procure. Chiesta apertura pratica al Csm

La Procura di Napoli ha però escluso "categoricamente che vi sia alcun contrasto o alcuna tensione con la Procura della Repubblica di Roma, con la quale vi è piena sintonia istituzionale".

Il Csm 'indaghi' sullo scontro tra le Procure di Roma e Napoli in relazione all'inchiesta Consip.

"L'opinione pubblica si chiede se Scafarto abbia agito per sbadataggine, o perché mosso da ambizione di carriera, o addirittura perché manovrato da qualche burattinaio che è rimasto nell'ombra".

"La stampa odierna parla apertamente ormai di "duello tra i pm di Roma e Napoli" (Corriere della Sera) - scrive Zanettin nella richiesta al comitato di presidenza - in merito all'Inchiesta Consip. In un quadro così delicato per l'equilibrio democratico del paese, il Csm non può a giudizio del sottoscritto, rimanere inerte, e nei limiti e nel rispetto delle proprie prerogative, deve svolgere gli opportuni accertamenti in ordine all'operato delle Procure della Repubblica coinvolte". Il consigliere laico Zanettin ha chiesto di aprire una pratica per verificare se l'operato di qualcuno dei titolari dell'indagine "possa incidere negativamente sull'immagine di imparzialità del magistrato, determinando un'incompatibilità ambientale o funzionale". "E' certo che queste vicende gettano un'ombra inquietante sul comportamento di apparati dello Stato, in apparente conflitto tra loro".

Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, avrebbe telefonato a Nunzio Fragliasso, capo dei pm di Napoli, per avvertirlo che avrebbe interrogato il capitano del Noe indagato per l'ipotesi di depistaggio nell'inchiesta Consip che coinvolge Tiziano Renzi.

Oggi a Napoli restano i filoni dell'inchiesta relativi al servizio di pulizia dell'ospedale Cardarelli, ai funzionari del Comune che sarebbero stati corrotti da Romeo e al direttore generale per la gestione e manutenzione degli edifici giudiziari napoletani Emanuele Caldarera, accusato a sua volta di corruzione.

Scontro con i pm di Roma. Proprio una presunta fuga di informazioni ha portato i giudici romani a revocare la delega al Noe: una decisione che scatenò notevoli poemiche e che ancora fa discutere. I pm di Roma vogliono ricostruire anche il ritrovamento dei "pizzini" nella spazzatura di Romeo, l'altra prova principe ai danni di Tiziano Renzi.

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