Beppe Grillo nega responsabilità sul suo blog

Beppe Grillo dice che non ha niente a che fare con il blog di Beppe Grillo

A questo punto si potrebbe pensare che nel M5s, che coincide con il Blog, decida tutto la Casaleggio Associati. Rimetto a tutti gli iscritti certificati del MoVimento 5 Stelle la decisione se non presentare nessuna lista per le elezioni comunali di Genova o se presentare la lista, arrivata seconda per un distacco di pochi voti, con Luca Pirondini candidato sindaco.

GENOVA "I post di cui sono responsabile sono solo quelli con la mia firma" afferma il leader del Movimento 5 Stelle, dopo aver consegnato una memoria difensiva in un processo per diffamazione. Il 25 marzo inizia a Lugano, in Svizzera, la tournée del leader del Movimento Cinque Stelle ma la prima tappa italiana sarà a Torino, al Teatro Colosseo, tre giorni dopo. Il blog è una piattaforma su cui ognuno posta ciò che vuole, sia pure con l'intermediazione del gestore, che tuttavia, come ho detto, non è penalmente responsabile per avergli dato ingresso.

Vedendo la cifra dichiarata da Beppe Grillo, si può notare subito come il reddito del comico genovese sia letteralmente crollato rispetto al 2015, arrivando addirittura a guadagnare molto meno di alcuni parlamentari del suo Movimento. Partiamo dal dominio beppegrillo.it registrato il 15 marzo del 2001 e intestato a tal Emanuele Bottaro, residente a Modena. I post di cui io sono direttamente responsabile sono quelli, come questo, che riportano la mia firma in calce.

In un'intervista con Marco Travaglio pubblicata nel 2014, Gianroberto Casaleggio - il cofondatore del Movimento 5 Stelle scomparso nell'aprile 2016 - disse che tutti i post del blog erano "loro", intendendo suoi e di Beppe Grillo: "Ci sentiamo sei-sette volte al giorno per concordarli, poi io o un mio collaboratore li scriviamo, lui li rilegge, e vanno in Rete". (Nella foto la pagina 'incriminata' della memoria di Grillo). Vedere nei vostri occhi la speranza nata dal fatto che potessi diventare un vostro portavoce mi rende orgoglioso della battaglia che abbiamo combattuto. Quindi ho cercato di tutelare la nostra immagine, non tanto per me quanto per la comunità che rappresento, attraverso un'azione legale. Per questo è il modenese ad essere finito in tribunale già dal 2012 per una causa di diffamazione: a difenderlo è Enrico Grillo, il nipote di Beppe Grillo nonché uno dei firmatari dello Statuto e legale dell'ex comico.

LA REAZIONE - La reazione di Francesco Bonifazi, autore materiale della querela a nome del Pd, è veemente: "vigliacco e bugiardo - scrive su Facebook rispondendo a Grillo - Vigliacco perché non hai il coraggio di assumerti la responsabilità di quello che scrivi e pensi". Sarebbe "trasparente" e soprattutto "onesto" che si conoscesse nome e cognome di chi assume queste decisioni e in base a quali criteri le o gli sia stato affidato questo ruolo. Ma Grillo non è il responsabile, e i testi oggetto della querela sarebbero stati pubblicati a sua insaputa.

Oltre alla querela da parte del Pd, Grillo dovrà controllare anche la candidata scelta a Genova dagli elettori grillini durante la votazione online che si è tenuta ieri pomeriggio. C'è poi la questione che riguarda chi paga (e ha pagato) Dettori. E in quanto social media manager aveva il compito di curare i contenuti del blog "di Grillo" e degli account social del Capo Politico del 5 Stelle.

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