Usa, giudice Hawaii boccia il nuovo "muslim ban", Trump furioso: "È abuso"

Diplomazie al lavoro per il summit tra Trump e Xi

Il divieto danneggerebbe inoltre il settore turistico delle Hawaii e la possibilità di accogliere studenti e lavoratori stranieri. Questa, in estrema sintesi, è la proposta di budget presentata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che per la prima volta ha cercato di trasformare in priorità di spesa le sue promesse elettorali.

Il nuovo decreto (rivisto e corretto rispetto alla versione originale) è scattato da un giorno, mettendo in stato di allerta tutti gli aeroporti americani. Oltre che dannoso per gli stessi cittadini dello Stato delle Hawaii, perché impedirebbe loro di ricevere le visite dei parenti provenienti dai sei Paesi a maggioranza islamica interessati dal provvedimento (Iran, Siria, Libia, Sudan, Yemen, Somalia). "Lotteremo e vinceremo", ha affermato Trump, che si è dichiarato pronto a ricorrere alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Trump, partecipando a un incontro pubblico a Nashville, ha denunciato la decisione come "errata", definendola "un abuso di potere senza precedenti".

Il giudice Watson ha spiegato che l'applicazione dell'ordine esecutivo avrebbe provocato una ferita irreparabile nel violare la protezione contro la discriminazione religiosa sancita dal Primo Emendamento. Infine, era stato bocciato anche da una Corte d'Appello federale in California.

Il nuovo ordine esecutivo aveva rimosso l'Iraq dalla lista dei Paesi presi di mira per timore di un peggioramento delle relazioni con una nazione alleata nella lotta contro l'Isis. Eliminata anche la parte in cui si garantiva un particolare trattamento per i cristiani. La decisione del giudice Derrick Watson impedisce al provvedimento di entrare in vigore nelle prossime ore come previsto. Per ottenere il visto, avevano atteso quattro anni.

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