Olanda alle urne, favorito il premier Rutte

Noi olandesi contagiati dal populismo

"Se volete che il denaro vada ai richiedenti asilo, a Bruxelles e in Africa, piuttosto che a voi stessi, votate per il partito di Rutte" ha replicato Wilders, fortemente anti-islamico, che ha promesso di chiudere le frontiere agli immigrati musulmani, vietare la vendita del Corano e chiudere le moschee.

Mark Rutte, in corsa per un terzo mandato alla guida del paese di 17 milioni di abitanti, ha detto di "combattere con forza" per non doversi risvegliare "il 16 marzo in un paese nel quale quella di Geert Wilders è la principale forza politica". Ma saranno le elezioni presidenziali in Francia del 23 aprile e 7 maggio e le politiche in Germania del 22 settembre, a dire davvero se il vento del populismo diventerà una realtà di governo e quali esiti avrà sull'Europa, considerando che anche Marine Le Pen ha indicato la via della possibile uscita dalla Ue e dall'euro. Il timore di una possibile influenza di hacker sul voto ha spinto il governo olandese a optare per il conteggio manuale, il che ritarderà l'annuncio dell'esito definitivo rispetto ai precedenti appuntamenti elettorali.

Alle elezioni partecipano 28 partiti politici di vari orientamenti, ma solo i primi 13 otterranno un numero consistente di voti. Subito dietro i cristiano democratici e i liberali di sinistra del D66. Il Parlamento olandese ha 150 deputati e, per governare, c'è bisogno di un minimo di 76 seggi. A questo si aggiungano anche le tensioni sociali derivanti dalla gestione della difficile crisi degli emigranti che, scoppiata nei mesi scorsi, potrebbe far sentire le sue conseguenze proprio in occasione di queste molteplici elezioni.

Una sorpresa potrebbe arrivare intanto dal candidato verde Jesse Klaver.

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