Emissioni diesel: FCA sotto indagine negli USA

Dieselgate: FCA conferma indagine negli Usa. Eni chiude il 2016 in perdita di 1464 miliardi

Fiat Chrysler ha confermato le indagini dell'Epa e del dipartimento della Giustizia sulle emissioni dei suoi motori diesel. Il Sole 24 ORE si riserva di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l'ora e indirizzo IP del computer da cui vengono pubblicati i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. "Indaghiamo e intendiamo cooperare con tutte le valide richieste del governo" afferma Fca nel documento depositato alla Sec.

La prima reazione da parte di Fca lo scorso 12 gennaio fu dura e tesa ad allontanare ogni dubbio:"Non siamo la Volkswagen". Il che significherebbe, nel caso di Fiat Chrysler, una multa complessiva di 4,6 miliardi di dollari. Le violazioni del Clear Air Act, l'atto relativo alle norme sulle emissioni, avrebbero riguardato circa 104.000 veicoli, sui quali sarebbe stato montato il software capace di "nascondere" le emissioni diesel più alte degli standard (tra questi i Jeep Grand Cherokee e i Dodge Ram).

Fca potrebbe essere soggetta a una "intensa concorrenza se altri costruttori seguiranno la strada del consolidamento". La notizia emerge dalla relazione che Fca ha dovuto fornire come società quotata a Wall Strett alla Sec, la società di controllo della Borsa statunitense.

Sempre dai documenti risulta che il presidente di FCA John Elkann ha guadagnato nel 2016 2,4 milioni di euro, mentre all'AD Sergio Marchionne sono andati 10,6 milioni di euro, ripartiti tra uno stipendio di 3,6 milioni di euro, a incentivi per 6,1 milioni e altri compensi per 917.670 euro.

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