Consip, Tiziano Renzi: nessuno mi ha mai promesso soldi

Inchiesta Consip Emiliano Altri candidati si devono preoccupare

L'imprenditore campano, nell'ambito dell' inchiesta Consip, è indagato nell'ambito di un filone di indagini nato a Napoli per associazione a delinquere di stampo mafioso, trasferito poi a Roma per competenza. Nella vicenda Consip Lotti, che ha già reso dichiarazioni spontanee, e' indagato con il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri, generale Emanuele Saltalamacchia, per i reati di rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento. "L'apporto criminale di Romeo - sottolinea il gip Gaspare Sturzo nell'ordinanza - come ricostruito in quasi due anni di illeciti e come riferiti da Gasparri fa ritenere come costui non sia in grado di contenere lo stimolo criminale in relazione ad una messe di affari che stabilmente ruota attorno alla corruzione". Non li ho mai presi. Mai. Lo dicono i magistrati che, senza remore, parlano di nuova Tangentopoli. "Attacchi vergognosi. Nessuno mi ha mai promesso soldi né io ho chiesto alcunché". "Riferisce di pressanti 'richieste di intervento' sulle Commissioni di gara per favorire una specifica societa'; di 'incontri' riservati con il papa' di Renzi a Firenze; e di 'aspettative ben precise' da parte di 'Denis Verdini e Tiziano Renzi' in merito all'assegnazione di gare d'appalto indette dalla Consip del valore di centinaia di milioni di euro". I magistrati, sulla base degli elementi acquisiti, si convincono dell'esistenza di un "sistema Romeo", ovvero tangenti e favori in cambio di appalti.

Una ricostruzione fortemente smentita da Tiziano Renzi: "Non ho mai chiesto soldi". Il dirigente renziano racconta infatti di un vero e proprio 'ricatto' subito da un sodale di Tiziano Renzi, l'imprenditore Carlo Russo. L'amministratore delegato di Consip è Luigi Marroni, ex direttore generale dell'Asl 10 ed ex assessore regionale alla Sanità. Una perquisizione è stata disposta anche a carico dell'ex parlamentare Italo Bocchino e dell'industriale farmaceutico toscano Carlo Russo.

Non è un caso quindi che ieri, giorno dell'incarcerazione di Romeo, è stata perquisita l'abitazione di Bocchino, che stando alle accuse in concerto con Romeo si sarebbe "accordato con Carlo Russo (a fronte di ingenti somme di denaro promesse). affinché questi" - si legge nel decreto - utilizzando le sue personali relazioni e quelle di Tiziano Renzi, "interferisse indebitamente sui pubblici ufficiali presso la Consip al fine di agevolare la società di cui Romeo è dominus".

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