Aborto: al San Camillo medici non obiettori, Zingaretti risponde ai vescovi

Diritti

Torniamo ad occuparci della legge 194 partendo dalla decisione dell'ospedale San Camillo di Roma di assumere due ginecologi tramite un concorso riservato ai medici non obiettori, escludendo quindi chi non pratica l'aborto vale a dire il 70% dei medici italiani. E' una delle possibilità previste dalla legge quella di predisporre bandi nei quali i contratti sono finalizzati a un obiettivo: "in questo caso e' l'interruzione di gravidanza". Il fatto grave - dice il capogruppo di Campania Libera-Psi-Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Sanita' - e' che invece aumentano gli aborti clandestini che in diversi casi vengono addirittura praticati da medici di strutture pubbliche che si fingono obiettori di coscienza. "Il Direttore dell'ostetricia e Ginecologia della Sapienza viene dal Campus biomedico (Opus dei)".

"Il bando per l'assunzione di medici non obiettori della Regione Lazio è un atto di rispetto delle donne, rafforza la tutela della loro salute e pone la nostra Regione all'avanguardia in Italia per la piena attuazione della legge 194".

Sul caso si e' aperto anche il dibattito politico. Per quanto riguarda la Regione Lazio, nel 2007 gli obiettori erano il 77,7% per passare al 78,2% nel 2016 e i tempi di attesa sono diminuiti dal 47,8% al 51,7%. Non la pensa allo stesso modo la Cei ribadendo che l'obiezione di coscienza è un diritto e così "si snatura la legge 194". "Rispetto e difendo la liberta' di scelta delle donne, lavoro per tornare a riempire le culle che, in Italia, non sono mai state cosi' vuote". Occorre puntualizzare però che in questa vicenda l'obiezione di coscienza è garantita al 100%: "per rispettare l'applicazione è stato promosso un bando per 2 unità di personale su oltre 2.200 operatori del settore, in un servizio strettamente finalizzato a operare richieste di interruzione di gravidanza". Nel 2015 sono scesi per la prima volta sotto i 90mila con un meno 9,3 per cento sul 2014, che a sua volta aveva registrato un meno 6 per cento sull'anno precedente. Ma a ben vedere c'è di più, perché lo Stato dovrebbe avallare un'idea anti scientifica che l'aborto sia un assassinio? Proprio lo scorso anno, il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa ha rilevato difficolta' di accesso all'ivg per le donne italiane pronunciandosi su un ricorso presentato dalla Cgil.

"Il personale sanitario ed esercente le attivita' ausiliarie non e' tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l'interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione". In sostanza, si riconosce per legge che la Regione puo' intervenire per garantire il servizio alle donne che ne fanno richiesta, senza che si creino lacune. Per il governatore Nicola Zingaretti si tratta di un passo necessario per "garantire alle donne un diritto sancito dalla legge".

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