Migranti: leader Ue pieno sostegno ad accordo Italia-Libia

Accordo Italia-Libia ASGI all’Italia e all’UE: Così si tradisce lo spirito europeo

Così il premier Paolo Gentiloni, a Malta per il vertice informale Ue. Da questo punto di vista l'Ue può mettere in campo moltissime risorse economiche. Per non parlare della tutela dei valori europei quando la sicurezza dei migranti in Libia oggi sarebbe tutt'altro che garantita, secondo i rapporti di diverse organizzazioni umanitarie.

Il premier ha poi annunciato buone notizie sul fronte dell'immigrazione. C'è l'intesa Italia-Libia e "l'Unione Europea darà soldi".

Ci si propone anche di identificare "i potenziali ostacoli, ad esempio in relazione alle condizioni da rispettare per i rimpatri e rafforzare le capacità della Ue per i rimpatri, nel rispetto della legge internazionale".

Tuttavia "attenzione che il governo libico non ha lo stesso controllo del territorio di Erdogan in Turchia", ha ammonito Gentiloni che ha ricordato come "il 91 per cento dei migranti che arrivano in Italia passano dalla Libia".

"No - risponde - non credo che ci siano elementi che vanno in questa direzione". Egli è consapevole che in materia di immigrazione ogni Paese dovrebbe contribuire di più, ma "il poco o il tanto che si è fatto è stato fatto su iniziativa italiana, di cui dobbiamo essere consapevoli e un pizzico orgogliosi".

Il piano approvato dai leader nel vertice della Valletta per frenare il flusso dalla Libia si articola su 10 priorità - Per coprire le "necessità più urgenti" accoglie la proposta della Commissione di "mobilitare come primo passo 200 milioni di euro aggiuntivi per la finestra Nordafrica" del Trust Fund per l'Africa lanciato nell'autunno 2015 con 1,8 miliardi dal budget Ue e 152 milioni dagli stati membri. La soluzione alla turca, che è la medesima praticata dal Governo Berlusconi con l'amico Gheddafi e sancita dal Trattato di Amicizia, Pace e Cooperazione italo-libico firmato a Bengasi il 30 agosto 2008, potrebbe funzionare: denaro in cambio di contrasto in loco alle attività illecite dei trafficanti di esseri umani. Nel testo si fa riferimento anche all' "adeguamento e finanziamento dei centri di accoglienza già attivi, usufruendo di finanziamenti disponibili da parte italiana e dell'Unione Europea". Lo si legge nella dichiarazione congiunta sull'immigrazione stilata dai leader europei al termine della prima sessione dei lavori del summit, dedicata appunto all'immigrazione.

Intanto il premier libico Fayez al Serraj chiede all'Europa di impegnarsi più concretamente per sostenere la stabilizzazione della Libia.

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