USA-Australia, telefonata tesa fra Trump e Turnbull sui migranti

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La telefonata, inoltre, si sarebbe interrotta bruscamente dopo 25 minuti, e quindi molto prima dei 60 previsti dal protocollo.

Una telefonata "molto tesa" e più breve del previsto quella tra Donald Trump e il primo ministro australiano Malcolm Turnbull.

Dopo il "muslim ban", che ha già scatenato polemiche in tutto il mondo, il pugno duro sull'immigrazione mostrato da Donald Trump torna a far parlare i giornali di tutto il mondo. Il Washington Post, citando alti funzionari rimasti anonimi, riferisce che Trump avrebbe detto a Turnbull che l'accordo siglato da Obama è "il peggiore della storia", lamentandosi del fatto che rispettarlo "ucciderebbe" politicamente gli Stati Uniti.

E ha sorpreso la stessa ambasciata Usa in Australia, che appena un'ora prima del tweet del presidente americano aveva confermato ai reporter australiani che la nuova amministrazione avrebbe confermato l'intesa.

Il Washington Post ha riferito che Trump ha definito la conversazione "la peggiore in assoluto" con un leader straniero. Di tutt'altro avviso Trump, che su Twitter, intorno a mezzanotte, ha scritto: "Ci credete?"

Si tratta di circa 1.250 persone che l'Australia ha rifiutato ha rifiutato di accogliere, e che si trovano in alcuni campi sulle isole del Pacifico. Il presidente degli Usa, secondo il Washington Post, ha criticato duramente il patto e poi interrotto "bruscamente" il colloquio. "Perché? Studierò questo accordo stupido!".

Si sarebbe poi lamentato dell'intesa, "la peggiore mai raggiunta" e avrebbe accusato l'Australia di "esportare i prossimi attentatori di Boston". "Abbiamo avuto una discussione molto franca e diretta, durante la quale abbiamo espresso le nostre opinioni" ha detto Turnbull in un'intervista radiofonica. Penso che i vostri militari siano spaventati.

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