Gentiloni alla Camera: "Priorità i terremotati". M5S diserta l'aula

Gentiloni: 'il governo resta finché avrà la fiducia'

Pier Luigi Bersani risponde citando 'L'Aquilone' di Giovanni Pascoli ai cronisti che gli chiedevano un commento sull'intervento in aula del premier Paolo Gentiloni. E sottolinea: "Lascio alla polemica politica il dibattito sulla durata del governo: il governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento, come dice la Costituzione". Il premier intende concentrare tutte le proprie energie sulle sfide che attendono il paese. Riconoscimenti e ringraziamenti. "Il governo che si presenta oggi alle Camere, nasce dopo una crisi che è stata gestita "sotto la guida di Sergio Mattarella, che voglio ringraziare". Sul fronte economico, l'impegno è "rafforzare la ripresa che lentamente si sta manifestando". Lo farà "con le grandi infrastrutture, il piano industria 4.0 e la green economy con le decisioni sul clima che l'Italia difenderà". Due soli brusii di disapprovazione hanno intervallato altrettanti passaggi delle comunicazioni: "L'Italia ha un'economia forte - ha rimarcato Gentiloni - che non è aperta a scorribande e un sistema bancario sostanzialmente solido" e la necessità di dover fare "molto di più per il Mezzogiorno". A ciò occorre aggiungere "grandi questioni su cui finora a mio avviso non abbiamo dato risposte pienamente sufficiente". Giovedì il premier sarà a Bruxelles per il Consiglio europeo e ribadirà una linea "molto netta": "Non è accettabile un'Europa troppo severa sull'austerity e tollerate verso chi non accetta di condividere responsabilità" sui migranti.

"Sulla legge elettorale governo non sarà protagonista" - Oltre all'agenda del governo, aggiunge, "prenderà corpo tra le forze parlamentari un confronto sulla legge elettorale per la necessaria armonizzazione delle norme tra Camera e Senato, confronto nel quale il governo non sarà attore protagonista, spetta a voi la responsabilità di promuovere e provare a cercare intese efficaci".

La prova più dura però sarà quella di domani al Senato, dove i numeri della maggioranza sono più risicati. In particolare, "siamo ancora in emergenza e dalla qualità della ricostruzione dipende la qualità di una parte rilevate del futuro dell'Italia centrale". Poi Gentiloni, in replica, si fa più 'appuntito' e stigmatizza la scelta di non essere in aula dei pentastellati: li definisce "i superpaladini della centralità del Parlamento che nel momento più importante della vita parlamentare non ci sono".

"Il nostro è un governo di responsabilità, garante della stabilità delle istituzioni".

"Le consultazioni hanno reso chiaro che era impossibile una convergenza di tutti, ne abbiamo preso atto procedendo nel quadro della maggioranza, anche se auspichiamo possano maturare convergenze più ampie sui singoli provvedimenti", dice il premier. Chi come me è sempre stato animato da passione politica non si ritrova nella degenerazione di questa passione. "La politica e il Parlamento sono il luogo del confronto dialettico, non dell'odio e della post verità - conclude - Chi rappresenta i cittadini non deve diffondere paure".

Col 28,7% di cittadini a "rischio povertà" e crescita ferma allo 0,7%, secondo i dati Istat, e disoccupazione giovanile al 37,9 (da Eurostat), il Paese ha la necessitò di contrarrestare impoverimento e declino economico: dati che spiegherebbero perchè il 68% degli italiani under-35 ha votato "no" al referendum secondo elaborazioni dell'Istituto Piepoli. "Su questo è impegnato il governo e anche su questo chiede la fiducia". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

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