Governo, Gentiloni alla Camera: via al secondo giorno di consultazioni

Paolo Gentiloni presidente del Consiglio incaricato

Il premier incaricato è impegnato da ieri nelle consultazioni dei gruppi parlamentari che si concluderanno alle 14 con l'incontro con la delegazione dem Gentiloni dovrebbe salire stasera al Quirinale per sciogliere la riserva con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il primo ministro Gentiloni, constatata l'indisponibilità delle altre forze politiche di partecipare alla formazione della nuova amministrazione, dovrà scegliere la nuova squadra di governo. Dellai ha anche espresso l'auspicio che "la nascita del governo possa accompagnare il Paese in maniera ragionevole al voto, che sarà quando il Parlamento farà maturare queste condizioni e il capo dello Stato tirerà queste conseguenze". "Dunque non per scelta ma per senso di responsabilità ci muoveremo nel quadro del governo e della maggioranza uscente". Questo vuol dire, come ampiamente prevedibile, che non ci sarà spazio per chi ha già dichiarato di non votare la fiducia, dalle forze di destra fino a Sinistra Italiana.

Rutelli gli affidò un incarico assessorile, con le deleghe al Turismo e al Giubileo: proprio negli anni di preparazione del Giubileo del 2000, Gentiloni matura le prime esperienze e tesse le prime trame del suo tessuto di rapporti a livello internazionale. Gentiloni, ministro degli affari esteri del Governo Renzi, ha accettato con riserva. Gentiloni guiderà un esecutivo di scopo con l'obiettivo di portare a termine un percorso legislativo già avviato e che non può essere lasciato a metà. "Si è persa una grande occasione di democrazia, siamo pronti alla piazza". Naturalmente i tempi impressi da Mattarella sono serrati e rimane sullo sfondo anche l'appuntamento del prossimo Consiglio Europeo in programma il 15 dicembre. Per il resto si va verso un esecutivo con dentro sia Maria Elena Boschi, sia il braccio di destro di Renzi a Palazzo Chigi, Luca Lotti, che resterebbe sottosegretario, acquisendo anche la delega ai servizi. "Dalle consultazioni è emersa la conferma della decisione di Renzi di non accettare un reincarico in coerenza con l'impegno che aveva manifestato e questa coerenza merita rispetto e da parte di tutti". A quel punto la politica potrà pensare alla nuova legge elettorale per poi andare alle urne nella tarda primavera, probabilmente a giugno. Ma il primo tentativo in questa direzione è fallito. Ma Cuperlo ha rifiutato.

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