L'ISIS è stato sconfitto a Sirte (ma non ancora in Libia)

Fighters of Libyan forces allied with the U.N.-backed government gather at the eastern frontline of fighting with Islamic State militants in Sirte Libya

In un comunicato firmato dallo "Stato islamico di Tripoli" i jihadisti hanno annunciato che "nell'ambito dei combattimenti eroici del Califfato a Sirte, ci sono stati scontri tra i soldati del Califfo e gli apostati dell'Intesa, che hanno avuto 18 vittime, tra morti e feriti a Giza Bahareya", uno dei quartieri di Sirte.

Per il Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi la perdita della città libica completa un quadro di forti difficoltà militari nonostante il grande valore dimostrato dai suoi combattenti che hanno impegnato per molti mesi forze numericamente superiori e dotate del supporto aereo statunitensi.

Nelle stesse ore a New York Kobler ha sottolineato che "sebbene l'Isis continui a rappresentare una minaccia sono finiti i giorni in cui controllava il territorio in Libia".

Gli annunci di giugno usciti dai comandanti e politici di Misurata (realtà che spesso si accavallano in Libia) avevano un obiettivo politico: dare spinta al sostegno che la città/Stato tripolitana stava fornendo al tentativo del premier designato dall'Onu Fayez Serraj di formare un governo di unità. Secondo gli esperti, l'organizzazione è ancora attivo in forze a Bengasi, nell'est del paese, mentre gli jiahidisti che hanno lasciato Sirte si sono in gran parte trasferiti nel sud, nel cosiddetto triangolo del Salvador, la zona, nei pressi di Sebha, al confine tra Libia, Algeria e Niger. A Tripoli si combatte una guerra di potere.

Poi le cose sono evolute. A Washington Barack Obama è dimissionario e il suo successore sarà Donald Trump, che vede anche per la Libia la possibilità di aprire a un dialogo con Mosca. La Russia potrebbe essere molto utile ad Haftar, perché potrebbe lavorare per sbloccare l'embargo imposto dalle Nazioni Unite sulla Libia, ma potrebbe esserlo ancora di più se decidesse di aprire un altro fronte sul Mediterraneo simile a quello siriano.

Per Ahmed Hadiyah, il direttore dell'ufficio stampa dell'operazione 'Al-Bunyan al-Marsus', "la presa del controllo del quartiere di al-Jiza al-Bahriya a Sirte non significa la liberazione totale della città".

Correlati:

Commenti


Altre notizie