Siria, il regime riprende il controllo della Città Vecchia di Aleppo

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Le forze governative, appoggiate dall'aviazione russa, nonché dalle milizie sciite libanesi, iraniane e irachene, sono ora pronte a riconquistare anche l'insieme dei quartieri orientali della città. Anche Youssef nei giorni scorsi aveva denunciato l'intervento di Mosca e dell'Iran al fianco del regime di Bashar al-Assad come vera ragione del progressivo soccombere dei ribelli, ormai in apparenza inarrestabile. Le aree nel sud-est della città sono sotto il fuoco dell'artiglieria pesante. In un altro attacco compiuto dai ribelli nel quartiere di al Furqan, nella parte occidentale di Aleppo controllata dalle forze governative, sono morte 4 persone mentre oltre venti sono rimaste ferite. Non è ancora chiaro cosa vorrà fare Trump in Siria: da quanto si è capito finora, adotterà una politica molto più conciliante verso la Russia e il governo siriano di quanto non abbia mai fatto l'amministrazione di Barack Obama. Il Washington Post l'ha paragonata ad Anna Frank, per l'aver raccontato la quotidianità dell'orrore con occhi diversi.

L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha detto che i ribelli si erano ritirati dopo l'avanzata dell'esercito durante la notte. Assad, invece, ha sempre parlato di propaganda, stesso termine usato per le foto della bambina coperta di polvere e sangue seduta in un'ambulanza. L'offerta era già stata respinta dal ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov. La tregua, affermano le fonti, serve per consentire l'evacuazione dei civili più bisognosi di cure mediche e di aiuto. "Invitiamo tutte le parti in Siria a rispettare il diritto umanitario internazionale, compresa la Convenzione di Ginevra", si legge in una dichiarazione congiunta dei sei Paesi, nella quale si ricorda che il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha parlato di "crimini di guerra commessi in Siria".

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