Bersani sorride: ora stabilità. D'Alema: Renzi unisca il partito

Bersani sorride: ora stabilità. D'Alema: Renzi unisca il partito

"Come aveva solennemente promesso la Carta dei valori del Pd - scrive l'ex segretario - nessun governo adesso oserà più impugnare la Costituzione per affermarsi, dividendo il paese". Non abbiamo accettato di consegnare tutto questo alla destra.

Ora bisogna impegnarsi per garantire la "stabilità" e per "una netta e visibile correzione delle politiche". Una vera governabilità può derivare solo dalla capacità di rispondere alla nuova e grande questione sociale che si è aperta nel mondo e in Italia. Sono ossessionato da un anno, un anno e mezzo dal fatto che c'è appunto - osserva riproponendo una delle sue tipiche metafore - la mucca nel corridoio: "nel profondo della società c'è un distacco, troppa incertezza, diseguglianza, umiliazione del lavoro, distacco tra un pezzo della società e un establishment che non ha più il segnale radar con quella società". Pierluigi Bersani risponde così in Transatlantico a chi gli chiede una valutazione sull'ipotesi di andare al voto in tempi brevi ripetendo una frase già detta nel 2011 quando il Pd, subito dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi, appoggiò il governo di Mario Monti e si rifiutò di andare subito al voto.

Infine Lucci chide messaggio per Matteo Renzi. Voci che però non hanno trovato conferme, anzi.

A suggerire che le dimissioni di Renzi da premier non significhino un definitivo disimpegno dalla politica è il tweet di Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e braccio destro dell'ex sindaco di Firenze.

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