Renzi rischia anche nel Pd. Incognite Governo e legge elettorale

Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini

"Questo, per chi va alle elezioni a Genova e nelle altre citta creerà, grossi problemi all'interno del partito e forse creerà un vantaggio per il M5s, che quasi sicuramente andrà al ballottaggio, e una grossa possibilità anche per il centrodestra che con Toti ha già vinto in Regione e in Comune a Savona". L'errore di Renzi, da tutti riconosciuto e da lui per primo, è stato quello di personalizzare il confronto. A San Miniato è andata bene, si è lavorato con attenzione e la riforma è stata capita: il 60% francamente me lo aspettavo. Sembra banale ma non lo è affatto. E' stato mostrare troppa spavalderia?

Il presidente del Consiglio dimissionario che invitava ieri notte i sostenitori del No a prendere l'iniziativa sulla legge elettorale si riferiva anche agli avversari interni al partito. Molti hanno contestato questo aspetto allo stesso Premier, ma in realtà sono stati i comitati del "No" a spostare il focus facendo passare il voto di domenica come un referendum su Matteo Renzi.

"Evviva! Ha vinto la democrazia", ha scritto sul suo blog Beppe Grillo; il leader del Movimento Cinque Stelle ha inoltre aggiunto che "questo voto ha due conseguenze: Addio Renzi e gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto". Non sarà facile, per l'insieme di questi motivi, risolvere la crisi. Alle politiche l'Italia sarebbe tripolare più alcuni estremi. Sono loro ad aver portato alla vittoria del No al referendum costituzionale di domenica, in quello che appare più un voto antisistema che una difesa del testo della Carta. Questa tornata mi ha fatto definitivamente capire quanto sia sbagliata la politica del tutti contro e, per quel che conta, ho fatto mea culpa per un atteggiamento che ha caratterizzato la mia prima giovinezza. Che dire, ci sono riusciti. Vedremo se saranno in grado di esprimerla in modo convincente. "Quanto sopra - chiarisce il segretario - non deve servire a negare l'evidenza dei fatti, solo a scavare più in profondità".

La sorpresa c'è stata.

Ma che succede ora nel concreto?

E' solo il modello di istituzionale di repubblica voluto da Renzi a perdere, o anche quello valoriale? "Possiamo dire, quindi, che alla votazione sul testo si è unita una valutazione politica". I maggiorenti Pd del catanzarese - Enzo Bruno escluso, per la verità - si erano ad esempio affannati a giustificare la mancata venuta del Matteone Nazionale in cima ai Tre Colli, parlando di spreco di tempo e soldi nel raggiungere una sede disagiata in luogo della più "comoda" Reggio. "Intanto, il motivo per cui io oggi mi sento molto soddisfatta e felice è che è stato bocciato, per la seconda volta in dieci anni, il tentativo di modificare strutturalmente la Costituzione con una maggioranza non ampiamente condivisa".

Lupi: martedì direzione nazionale Ap-Ncd. Le sue dimissioni ora sono al vaglio di Mattarella, che proverà a cercare una nuova maggioranza in Parlamento a sostegno di un nuovo governo che traghetti il Paese ad elezioni. Sulle previsioni future però è meglio fermarsi, la sfera di cristallo non ce l'ha nessuno. Saremmo passati da 8 senatori su 300 a 2 su 100, esattamente come la Valle d'Aosta che con 150 mila abitanti passava da 1 su 300 a 2 su 100.

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