Ingegnere ucciso a Napoli, l'autopsia rileva almeno 35 coltellate

Omicidio dell'ingegnere a Chiaia, risultati choc dall'autopsia

Matarazzo ha opposto resistenza al suo killer e intanto è slittato a mercoledì 7 dicembre il prelievo del Dna di Luca Materazzo, indagato e fratello della vittima. Sul corpo della vittima sono state trovate 35 coltellate, tra cui una alla giugulare che si è rivelata fatale.

Oggi intanto Elena Grande, la vedova, nominerà un consulente di parte in vista dell'esame che seguirà.

"Chi ha ucciso, lo ha fatto con una rabbia fuori dal comune, tipica di chi non vuole impossessarsi di un bene, ma causare la morte", ha aggiunto il legale. Inoltre, sembrerebbero essere state trovate anche tracce biologiche, saliva e peli, che saranno analizzate nei prossimi dalla polizia scientifica. È questa la prima svolta investigativa sul caso del delitto dello scorso 28 novembre, consumato in viale Maria Cristina di Savoia.

A fornire questi dettagli è stato un testimone oculare che avrebbe visto l'assassino all'opera. Quest'ultimo avrebbe anche tentato invano di raggiungerlo, mentre la vittima veniva soccorsa. Inutili sono risultati i massaggi cardiaci praticati da due diverse persone. A questo punto è entrato in azione l'omicida. L'omicida nel frattempo si è dileguato. Una storia vecchia di 13 anni sulla quale adesso gli investigatori vogliono riaccendere i riflettori.

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