Statali, verso conferma aumento 85 euro

Pa Madia

Incontro oggi (mercoledì 30 novembre) a Roma tra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, bloccati ormai da ben sette anni. Lo si apprende da fonti sindacali presenti all'incontro che riferiscono di uno spacchettamento del fondo che stanzia inoltre 850-900 milioni per le forze dell'ordine di cui 480 milioni per la proroga degli 80 euro, 100/170 milioni per le assunzioni e 40 milioni per la Forestale oltre a 250 milioni per il riordino delle carriere.

Al rinnovo dei contratti del pubblico impiego sarebbero destinati 850 milioni per l'anno prossimo. In totale si tratta di circa 1,7 miliardi di euro.

Cisl e Uil: qui per chiudere Anche Cisl e Uil dicono a chiare lettere di essere al tavolo a Palazzo Vidoni per chiudere un buon accordo per il rinnovo dei contratti pubblici. Il ministro Madia avrebbe precisato che il protocollo sui contratti pubblici varrà per tutti i comparti e, dunque, anche per la scuola. 85 euro in media che rappresentano una soglia di riferimento, considerando che gli effetti maggiori degli aumenti vengano indirizzati verso i redditi più bassi. Per ora si registra una sospensione, per ulteriori approfondimenti da parte del governo riguardo le modifiche chieste dai sindacati. Al di là degli annunci del premier Renzi: "noi siamo pronti a fare i contratti dei lavoratori del pubblico impiego" infatti, le cose hanno decisamente cambiato aspetto.

Camusso: governo dia risposte sugli 85 euro Più articolata la posizione della Cgil. "Le parti, per ciascun livello istituzionale - si legge - e tenendo conto delle specificità di ciascuna amministrazione e dei macro obiettivi da esse fissati per il miglioramento della qualità dei servizi per i cittadini, si impegnano ad individuare, con cadenza annuale, criteri e indicatori al fine di misurare l'efficacia delle prestazioni delle amministrazioni e la loro produttività collettiva con misure contrattuali che incentivino più elevati tassi medi di presenza". Al momento resta quindi questa la posizione del governo.

I sindacati, invece, chiedono di modificare questo punto.

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