Capire il referendum costituzionale: dati e fatti

Si avvicina il giorno del referendum costituzionale di domenica prossima e si moltiplicano i cosiddetti sondaggi clandestini sul sì e sul

Secondo il grande sociologo l'accettazione passiva della stasi culturale e politica rischia di preannunciare per l'Italia un secolo di decadenza non troppo dissimile dal secentesco dominio spagnolo ed è per questo che occorre "una riscossa morale e uno scatto dell'immaginazione politica". Un pò come accade negli Stati Uniti dove il filo tra politica e parodia - in campagna elettorale - è talmente sottile da sembrare inesistente. La minoranza dem, che fa capo a Pierluigi Bersani, Massimo D'Alema e Roberto Speranza, ne uscirebbe praticamente annientata e a quel punto sarebbe quasi certa la scissione, anche perché è probabile che, sull'onda del plebiscito ottenuto, il premier e segretario del PD spingerebbe per elezioni anticipate a inizio 2017, liquidando i rappresentanti dell'opposizione interna, nessuno dei quali sarebbe inserito nelle liste bloccate, ma semmai dovrebbe tentare di tornare in Parlamento con le preferenze.

Il premier Renzi sta battendo l'Italia dal Nord a Sud per spiegare cosa significa votare Si. Tanto per citarne qualcuno.

In questi giorni molti gli incontri anche in Giudicarie per "spiegare le ragioni del Sì e del No". Beh, questo non è dato saperlo se non con una rapida spiegazione spot.

Manca meno di una settimana alla data del Referendum Costituzionale ed il divieto di pubblicazione di sondaggi ufficiali (con grandissima proliferazione di sondaggi clandestini) sta facendo cadere ancor più nel caos i partiti. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 per consentire le operazioni di voto. A questi risultati, si affianca un 20% incapace di prendere una posizione perché ancora poco informato sull'argomento. A tale scopo, abbiamo intervistato Nevio Salimbeni (www.facebook.com/rinascitalia2016) e Maria Paola Patuelli (www.salviamolacostituzione.ra.it), portavoce - rispettivamente - del comitato locale "Per il Sì" e del Comitato per il No della provincia di Ravenna, che ogni giorno - fino a venerdì 2 dicembre - commenteranno, dalle due diverse prospettive, uno o più contenuti della riforma.

Tornando al discorso rappresentanza-governabilità, questo apre a nostro avviso un problema più generale: quello della "forma partito".

"Battute a parte, ritengo pero' che il dibattito non sia sempre cosi' volgare come spesso si sente in televisione, ma anzi riserva anche sorprese non indifferenti". Sarà importante per gli italiani andare a votare, perché dall'esito del voto si deciderà il futuro non solo delle nostre Costituzione ma anche del Parlamento. Come anticipato, a differenza del Referendum abrogativo, per quello Costituzionale non sarà necessario il raggiungimento del quorum. La leadership è in mano a chi?

Il testo del referendum recita così: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della costituzione?". Quindi la votazione sarà valida a prescindere da quanti andranno a votare. Votando Sì si accetta la riforma, votando No la si rifiuta. In caso di vittoria del Sì è certo che avverrà un cambiamento che però difficilmente si può giudicare a priori positivo o negativo: le proposte del Referendum Costituzionale secondo i sostenitori del voto a favore danno un duro colpo alla burocrazia, chi invece è contrario ha cercato di far presente l'eccessivo accentramento del potere in mano allo Stato. Non funziona, insomma, come per i referendum abrogativi (l'ultimo, per fare un esempio, quello sulle trivellazioni in mare per gas e petrolio). Con l'introduzione, nel 2001, dell'articolo 117, è stato introdotto il concetto di legislazione concorrente; nel dettaglio, lo Stato può determinare i fondamentali principi, mentre le regioni sono in grado di emanare leggi in autonomia rispettando, ovviamente, tutti quei vincoli che derivano dalla comunità europea, dalle leggi statali e dai cosiddetti obblighi internazionali.

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