Amarone falso "svenduto" nei centri commerciali durante il Black Friday

Si consiglia a tutti coloro che avessero acquistato il prodotto a non consumarlo né utilizzarlo e a riportarlo nei punti vendita

Tutti unanimi nell'apprezzare il valore dell'iniziativa e a sottolineare la qualità del Bursôn, un prodotto a loro sconosciuto, o quasi, ma che ha saputo ben impressionare anche chi produce vino di qualità da decenni. Nei giorni scorsi in Veneto la Guardia Forestale aveva scoperto un traffico di vino Amarone falso messo in vendita in occasione del Black Friday.

Nella giornata del 25 novembre è arrivata al culmine l'indagine del Comando di Verona del Corpo Forestale dello Stato che, dopo un'intensa attività di intelligence, ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di Amarone della Valpolicella contraffatto in uno dei punti vendita di Padova di una catena della grande distribuzione.

La catena di supermercati Auchan ha richiamato tutti i lotti di Amarone Classico della Valpolicella perché si tratta di un prodotto contraffatto. I lotti sarebbero stati distribuiti dalla ditta Naif Ingrossi s.r.l. e imbottigliati dalla Vini Valli Verona s.r.l. Nel comunicato di Auchan, l'azienda Vini Valli sarebbe segnalata come produttore fittizio. Le indagini non sono ancora terminate, nel tentativo di inviduare le responsabilità all'interno di una vasta rete criminale estesa sul territorio nazionale.

I reati ipotizzati sono: contraffazione di sigilli destinati a pubblica certificazione, frode in commercio, commercio di prodotti con segni mendaci aggravato dall'utilizzo di una denominazione di origine protetta. Alle indagini ha fattivamente collaborato Siquria, l'organo tecnico che si occupa ufficialmente della certificazione del vino Amarone della Valpolicella. Il prodotto era presente in diversi punti vendita del nord Italia della suddetta catena della grande distribuzione che, a seguito del provvedimento, lo sta appunto ritirando dal commercio.

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