Riforma pensioni-news: Ape, Opzione Donna, Precoci, quota 41 e 100

Una nuova beffa oltre le novità per le pensioni realmente nulla potrebbe prospettarsi per gli italiani situazione e cosa aspettarsi

Grazie alla proroga di Opzione donna si allarga la platea delle lavoratrici donne che potranno andare in pensione anticipata con tale regime.

Non sono chiari però i dettagli degli emendamenti governativi e se quindi essi ricalchino o meno quelli già approvati dalla commissione Lavoro della Camera.

Chi potrà rientrare nell'Opzione donna che è stata appena prorogata? Con la Quota 41, il lavoratore che faccia parte delle categorie a cui questa è rivolta, raggiungerà la pensione dopo 41 anni di contributi. La decorrenza della pensione può avvenire in qualsiasi momento successivo alla prima decorrenza utile (12 o 18 mesi dalla maturazione del requisito, rispettivamente per dipendenti e autonome).

Riguardo quota 100 rimaniamo dove eravamo, ma seguiamo con attenzione per non perdere qualche emendamento che proponga qualche opzione adeguata, le novità sono all'ordine del giorno. Come è noto, questa possibilità di pensione anticipata è riservata alle lavoratrici con almeno 35 anni di contributi e un'età di 57 anni e sette mesi per le dipendenti e 58 anni e sette mesi per le autonome. Ci siamo, quindi, con la decisione della Camera che porterà in avanti i requisiti per poter ottenere la pensione anticipata, garantendo così alle donne un trattamento differente rispetto a quanto è stato proposto fino ad oggi. Gli oneri che derivano dall'estensione della sperimentazione anche all'ultimo trimestre del 2015 sono valutati nel complesso, dal 2017 al 2022, in oltre 257 milioni di euro.

Infatti, la Legge Fornero permetteva di andare in pensione a 64 anni e si pensava restasse valida anche a partire dal 2017, ma da una recente circolare (n. 196/2016 ) dell'Inps sembra che qualcosa sia cambiato. Dopo l'approvazione della Commissione Lavoro alcuni importanti emendamenti, su esodati e Opzione Donna in particolare, ora devono passare al vaglio del parere del Governo e del voto della Commissione Bilancio. Il calcolo dell'assegno con il metodo contributivo porterà dunque a un taglio sull'importo della pensione del 18% per le lavoratrici dipendenti e del 27% per le autonome.

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